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Ranieri mangia il panettone…

di Massimiliano Lussana

Puntina di fine anno, in attesa del mercato di gennaio, in attesa delle eventuali novità societarie (dopo la buffonata degli americani, non di Vialli), in attesa delle partite del week-end….

Ma già con la certezza di aver trovato un allenatore.

E, soprattutto, con la certezza di aver trovato una Comunità degna di questo nome, che dibatte, discute, contraddice, litiga anche.

Ma non pontifica: per mesi e mesi ho detto di tutto Di Francesco, non perchè mi stesse antipatico, anzi, ma per manifesta inadeguatezza alla situazione.

E credo che le mie critiche, fortissime, siano servite al bene della Sampdoria molto di più di quelli che applaudivano, spiegando che tutto il male stava nella società, con gli mmericani che sarebbero arrivati, cavalieri bianchi, a liberarci dal male.

Ora, credo che i fatti abbiano dimostrato come stavano le cose.

E che un amico che vede uno che sta per finire in un burrone lo avvisa se gli vuole bene e continua ad applaudirlo imperterrito se gli vuole male.

Piccola parentesi: la stessa cosa sta succedendo al Genoa con Thiago Motta, ma qualche infinitesima minoranza continua a non capirlo e a pontificare non capendo nulla non solo di calcio, ma nemmeno di matematica.

Chiusi in una torre d’avorio dove Tizio segnala l’articolo a Sempronio che poi lo dice a Caio e poi si applaudono fra loro tre dicendosi quanto sono fighi.

Ecco, grazie anche a chi ha detto che il re era nudo e che la salvezza non stava negli americani, ma in un allenatore (mai visto niente di più brutto della Sampdoria di Verona), qualcosa è cambiato.

Ranieri è stato la manna dal cielo per questa squadra, per la disperazione di coloro che gufavano sperando che fallisse per dire che la colpa stava tutta altrove (e lo dice uno che ha contestato Ferrero quando questi stessi lo trovavano “simpatico”, “pittoresco”, “in grado di far parlare nuovamente di Sampdoria anche al di fuori dei confini di Genova e nelle tivù nazionali dopo il grigiore dell’era Garrone”. Giuro che le hanno dette tutte e sono quelli che, ancor oggi, portano parlano di Ferrero come del male assoluto).

Nelle prime partite dicevano a Ranieri che faceva punti, ma che la Sampdoria giocava male.

Oggi gli dicono che fa pochi punti.

Senza peraltro precisare che la squadra gioca bene.

Dividerei l’ultima fase in tre settori: il primo – in cui vedo nette responsabilità di Ranieri – con la sconfitta in Coppa Italia perchè a me sembrava bello almeno provarci, non rinunciare, continuare a sognare. E la formazione del primo tempo era qualcosa di imbarazzante.

Il secondo – che fa storia a sè – che è il derby. Che è stato giocato male o malissimo anche dalla Sampdoria, oltre che dal Genoa, ma che si è concluso con una vittoria e, comunque, con un tiro in porta contro una squadra che nemmeno ci prova a tirare in porta, per manifesta inferiorità delle sue punte.

Il terzo momento è la storia di tre sconfitte, che messe insieme sono pesantissime.

Zero punti conquistati su nove disponibili.

Ma, a Cagliari, una prestazione bellissima: la squadra vinceva 3-1 in trasferta a un quarto d’ora dalla fine e ne è comunque uscita una delle più belle partite di tutto il campionato, nonostante il gol di Cerri in pieno recupero del recupero. Ma anche la sconfitta 4-3, quel giorno, non ha fatto male, oltre che far bene al mio amico Stefano Loffredo. Quel giorno la Sampdoria ha iniziato a giocare a calcio.

Stessa storia col Parma. Passo indietro nel gioco, sconfitta interna, ma un numero di occasioni di gran lunga superiore a quelle dei ducali, con la traversa di Gabbiadini che ancora trema.

Con la Juventus poi, a mio parere, la migliore Sampdoria dell’anno.

Poi, certo, loro hanno Dybala e Ronaldo.

E la Sampdoria ha in porta Audero che quest’anno non ha fatto una vera parata che è una.

Ma, anche stavolta, sir Claudio ha messo in campo una squadra che se l’è giocata fino alla fine, con una serie di individualità che non hanno niente a che fare con i bassifondi della classifica.

Murillo, in questo ruolo, è tornato ad essere Murillo, nemmeno lontano parente di quello di DiFra.

E’ vero che Alex Ferrari fa uno svarione a partita, ma è anche vero che per tutto il resto dell’incontro è sempre fra i migliori.

Murru, elevazione di Ronaldo a parte, ha fatto un partitone.

Questo Colley è il migliore centrale del campionato. Questo, ovviamente.

Linetty è titolare inamovibile lì in mezzo.

Ramirez in giornata di grazia è gioia per il cuore.

Caprari, così bello quando è bello come il cielo di Lombardia di Manzoni, non lo leverei mai.

Thorsby è l’immagine di cosa può fare un allenatore, con quell’altro che lo voleva mettere fuori rosa e la Cremonese che pare l’abbia addirittura rifiutato sentendo aria di bidone.

E persino Augello e Leris, dico Leris, sono entrati bene.

Insomma, tutti questi non hanno niente a che vedere con il fondo della classifica.

E quindi sir Claudio mangia il panettone, felice.



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