La stagione dela Sampdoria si è conclusa ma ora c’è un’altra partita da giocare. Una partita che è appena cominciata fuori dal campo
Per me, appassionato di calcio e tifoso blucerchiato, Reggiana – Sampdoria è stata una gara brutta, anche scontata. Una partita che ha dato diversi indizi 🕵️.
Il tema vero è capire chi stia davvero costruendo il futuro del club e chi invece continui a muoversi nell’ombra.
“Elementare, Watson!”, la celebre frase attribuita a Sherlock Holmes per indicare una deduzione ovvia.
Le assenze dell’ultima ora di Abildgaard, Brunori, Cherubini, Di Pardo e Pierini non sembrano casuali.
In un finale di stagione così delicato, preservare giocatori destinati a non restare o a essere valorizzati economicamente apre la porta questa valutazione.
Il pensiero va inevitabilmente ad Alessio Cragno che rafforza proprio il concetto della
“gestione del rischio”: evitare un altro caso di infortunio pesante che comprometta patrimonio tecnico ed economico per il giocatore.
Spiace per Abilgaard, Pierini e Di Pardo che a mio parere sono meritevoli di una riconferma per poter puntare a un campionato ambizioso.
La frase di Attilio Lombardo, a fine gara, però è il punto più interessante: “Qualcuno si è fatto pubblicità ma poi la faccia non ce l’ha messa”
Questa non sembra una frase casuale da dopogara.
Sa molto di messaggio interno, quasi di resa dei conti silenziosa.
E quando subito dopo cita le persone che lo hanno aiutato:
* Giovanni Invernizzi
* Andrea Mancini
* Jesper Fredberg
* Nicola Pozzi
Lo fa probabilmente per delimitare un perimetro: “Io so chi mi è stato vicino davvero”.
Sampdoria, le parole di Beppe Dossena assomigliano a quelle di Attilio Lombardo?
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Per questo la connessione con le parole di Beppe Dossena viene spontanea.
Più che una smentita totale, potrebbe essere:
* una risposta indiretta per escludere alcuni nomi dal sospetto di essere coinvolti
* oppure un modo per dire che dentro la società esistono effettivamente correnti diverse.
E sinceramente, nel caos vissuto dalla Samp negli ultimi anni, l’idea che esistano tensioni interne è difficile da escludere.
Chiudo il mio pensiero andando al vertice della società ossia su Joseph Tey.
I tifosi blucerchiati non vogliono più sentire slogan del tipo: “Sostenibilità, rigore e Serie A entro il 2028”
Queste sono parole che possono avere valore solo se accompagnate da: una struttura dirigenziale chiara, scelte tecniche coerenti, trasparenza sugli obiettivi e soprattutto una rottura netta con le ambiguità interne.
La sensazione è che questa estate sarà decisiva non solo sul mercato, ma sugli equilibri di potere dentro la Sampdoria. E le dichiarazioni di Lombardo e Dossena fanno pensare che la partita vera sia iniziata adesso, lontano dal campo.



