Cambiano i presidenti, cambiano le proprietà della Sampdoria ma anche oggi dietro Joseph Tey ci sono sempre le stesse figure…
Chi è Joseph Tey?
A oggi, è una domanda senza risposta.
E forse è proprio questo il punto.
Per capire come si arrivi a una proprietà al 99,96% in mano a un soggetto praticamente sconosciuto, bisogna tornare indietro. Non di qualche mese. Ma di anni. Al momento in cui qualcosa, nella storia della Sampdoria, si rompe.
La data è precisa: 12 giugno 2014.
Quel giorno, Edoardo Garrone cede la società a Massimo Ferrero. Ufficialmente a titolo gratuito. Una scelta che lo stesso Garrone, anni dopo, definirà un errore:
La cessione della Sampdoria a Massimo Ferrero fu un errore… compiendo un atto di eccessiva fiducia verso chi mi propose questa soluzione
E allora la domanda diventa un’altra: chi propose quella soluzione?
Il nome di Ferrero non emerge dal nulla. Arriva attraverso un circuito preciso: l’avvocato Simone De Martino, legato alla famiglia Garrone, su segnalazione dell’avvocato Antonio Romei. È lui a indicare Ferrero come possibile acquirente.
Un primo passaggio chiave.
Ma saltiamo avanti e arriviamo al 29 maggio 2023.
Ferrero rifiuta un’offerta per la cessione del club: 30 milioni contro una richiesta di 33.
I soggetti interessati sono Andrea Radrizzani e Matteo Manfredi.
Pochi giorni dopo, però, tutto cambia. La Sampdoria passa proprio a loro.
Ferrero esce con una frase che suona quasi come un avvertimento:
Un giorno rimpiangerete Ferrero e la storia mi darà ragione
Radrizzani entra, ringrazia Manfredi e un nome che tornerà ancora: l’avvocato Francesco De Gennaro.
Senza di loro tutto questo non sarebbe stato possibile…
Sampdoria, la storia di un fallimento continuo
Sampdoria, chi c’è dietro Joseph Tey? Sempre gli stessi…
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Ma quanto dura davvero la centralità di Radrizzani?
Poco.
Il 22 novembre 2023, è lui stesso a ridimensionare il proprio ruolo:
Io non ho acquistato la Sampdoria, ma ho fatto parte di un gruppo
Un passaggio quasi inosservato, ma decisivo.
Perché ridefinisce la narrazione: non un proprietario, ma un partecipante. Non un vertice, ma un elemento. E infatti, nel giro di pochi mesi, il quadro si chiarisce.
4 marzo 2024: Matteo Manfredi diventa presidente.
Nel frattempo, fuori dal campo, si muove un altro livello. Quello legale.
Penalizzazioni 2023. Ricorsi. E poi il caso ancora più complesso: il fallimento del Brescia nel 2025, che riapre scenari e permette alla Sampdoria di giocarsi il playout contro la Salernitana.
Chi gestisce queste partite decisive?
Ancora loro.
Antonio Romei e Francesco De Gennaro.
Gli stessi nomi che compaiono:
* all’origine dell’arrivo di Ferrero
* nella fase del passaggio di proprietà del 2023
* nei momenti chiave della difesa legale del club
Coincidenze? Forse. Ma ricorrenti.
E arriviamo all’ultimo passaggio.
24 aprile 2026.
Matteo Manfredi si dimette. Cede le sue quote. Esce di scena.
Entra Joseph Tey. Sale al 99,96%. Controllo totale.
E contestualmente, Francesco De Gennaro — già presente in più snodi cruciali — diventa presidente della Sampdoria.
A questo punto, il cerchio non si chiude. Si allarga.
Perché le domande restano tutte sul tavolo:
* Cosa è realmente cambiato dal 2014 a oggi?
* Perché alcune figure compaiono in ogni fase chiave della storia recente del club?
* Dove finisce il ruolo tecnico-legale e dove inizia quello decisionale?
* E soprattutto: chi è Tey?
Un investitore?
Un veicolo?
Un nome?
O semplicemente l’ultimo passaggio visibile di qualcosa che visibile non è mai stato davvero?



