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Crisi Sampdoria: da Giampaolo a Stankovic, da Ferrero a Lanna e viceversa…

di Luca Uccello
Crisi Sampdoria Stankovic Lanna

La crisi della Sampdoria parte da lontano: da Giampaolo a Stankovic, da Ferrero a Lanna. Una crisi per troppe, inutili divisioni…

Resto dell’idea che la lotta per la salvezza non sia finita. Resto anche dell’idea che il problema non sia in campo ma soprattutto quello che lo circonda e non parlo dei tifosi in senso stretto. Cosa puoi dire a quei ragazzi che sono sempre al fianco della Sampdoria?

Resto dell’idea che il problema della nostra Sampdoria nasca dalla restaurazione di Marco Giampaolo e di chi lo ha difeso un anno fa garantendogli un contratto da 1,3 milioni netti a stagione non per la nostra Sampdoria (si dice sempre a rischio fallimento). Se avete una calcolatrice a portata di mano fate voi i conti quanto ci sta costando questa scelta…

Un allenatore con le sue idee, che non voglio nemmeno più giudicare, che ha scelto con la società il destino di alcuni giocatori. La scusa del bilancio vale fino a un certo punto. E chi non ci crede sono affari suoi.

Poi certo Giampaolo è stato sfortunato. E questo va detto e sottolineato. Una sfiga continua. Con Atalanta e Lazio per fare due esempi meritavamo qualcosa di più, forse proprio come con il Milan e a Spezia. Ma alla fine la palla non è mai entrata e l’arbitro non ha mai fischiato per noi…

Via Giampaolo, l’allenatore scelto da una parte della società, dentro Dejan Stankovic, l’allenatore scelto fortemente dal presidente Marco Lanna. Una scelta che ho condiviso. Per cui avevo fatto il tifo anche un anno fa, prima dell’arresto a Milano di Massimo Ferrero. Anche lui voleva Deki. Anche lui aveva ottenuto il suo sì. Ma un anno fa le cose andavano diversamente anche in società.

Crisi Sampdoria, Stankovic in difficoltà e Ferrero vuole tornare…

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Già perché da quando è decaduto il capo (pur rimanendo attraverso i figli proprietario del club) tutti sono diventati capi. E così regna solo una grande confusione. Confusione a Corte Lambruschini con tanto di divisioni. Le stesse che poi ci sono a Bogliasco, in campo. Certo ogni allenatore ha le proprie responsabilità. Se le deve prendere Giampaolo, che nemmeno a parole ha mai fatto un passo indietro, se le sta prendendo Dejan Stankovic pronto a fare un passo indietro, a rinunciare al suo contratto. Se così fosse: chapeau!

Ma avrei preferito non sentire quelle frasi. Perché avrebbe significato non essere in questa situazione. Impantanati in fondo alla classifica senza la forza apparente di poter lottare per uscirne pulito e soprattutto sano e salvo.

Gira che ti rigiri non c’è niente che vada bene. Niente di niente. In campo se ne salvano in pochi mentre fuori c’è chi crede all’arabo, che chi pensa a una società diversa, senza più chi c’è oggi. Un sogno. Destinato probabilmente a rimanere così ancora per un po’. E allora se la società va a Cerberus si salva tizio, se va agli arabi prosegue Caio. Insomma tutti attaccati alle poltrone. O almeno così sembra. Senza mai pensare che fuori c’è gente che soffre, che sta male per quello che sta succedendo.

A dicembre potrebbe succedere una nuova rivoluzione. Si certo. Perché la proprietà potrebbe decidere di far decadere l’attuale Cda e potrebbe decidere poi di riconfermarlo parzialmente e potrebbe anche decidere (la proprietà) di restaurare anche Massimo Ferrero. Una provocazione? Può essere tutto. Può essere vista in mille modi. Di sicuro quello che ne potrebbe seguire difficilmente potrebbe aiutare la Samp ha vivere con serenità il suo tentativo di non fallire e non solo in campo.

Basta illusioni. Basta illudere e anche nascondersi. Ha ragione l’amico Massimiliano Lussana. Basta raccontare favolette. Non siamo bambini. Siamo grandi e qualcuno capisce benissimo dove siamo finiti. Dove andremo a finire se non si cambierà decisamente strada.

Il mio non è un attacco per nessuno. Vorrei solo che chi lavora per la Sampdoria si mettesse una mano sul cuore, l’altra sulla coscienza. Lo facesse per quelle persone che anche qualche ora fa ha scelto di raggiungere Torino, bagnarsi e incazzarsi. Perché loro, come noi cresciuti con un’altra Samp, meritano di più.

E meritare non significa niente se non quella di guardare tutti in un’unica direzione. Se Bonetti arriverà e si porterà Vialli saremmo tutti felicissimi. Se saranno gli americani anche. E se invece toccherà nuovamente a Garrone toglierci Ferrero va bene lo stesso. Quello che conta oggi è farla finita con le battaglie di quartiere, con simpatie e antipatie. E per favore chi scende in campo non smetta mai di dare tutto. Questo lo dovete non a me ma a quei ragazzi che ci credono. Credono in voi.



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