Urbano Cairo ha messo in vendita il Torino e non mancano le manifestazioni di interesse per il club granata
Urbano Cairo apre concretamente alla cessione del Torino dopo 21 anni di presidenza. Quella che sembrava una semplice indiscrezione trova ora conferme precise: l’advisor finanziario Bank of America, su incarico dello stesso Cairo, ha redatto un dossier dettagliato per proporre il club sul mercato estero. Il documento ha riscosso un forte interesse negli Stati Uniti, dove alcuni gruppi di investimento hanno già avviato i primi sondaggi per rilevare la società granata.
Il quotidiano Il Sole 24 Ore fissa la valutazione del Torino oltre i 200 milioni di euro. Si tratta di una cifra significativa per un club che attualmente non possiede asset immobiliari di proprietà. La sede sociale, il centro sportivo del Filadelfia e lo stadio Olimpico Grande Torino sono infatti in affitto.
Tuttavia, gli investitori americani guardano con estremo interesse a un progetto strategico: la partnership con il Politecnico di Torino per l’acquisizione e la riqualificazione dello stadio Olimpico. Questo piano di sviluppo pubblico-privato trasformerebbe l’impianto in un moderno polo commerciale e sportivo. Per i fondi USA, questo progetto rappresenta il vero motore economico capace di giustificare l’investimento e moltiplicare il valore del brand granata.
Cessione Torino, gruppi americani interessati all’acquisto della società

Cessione Torino, ora Urbano Cairo può vendere davvero. Ecco a chi
I dati finanziari al 31 dicembre 2025 delineano un quadro chiaro. Il Torino ha chiuso l’ultimo bilancio con:
Ricavi totali: 122 milioni di euro (grazie soprattutto a 42,9 milioni di plusvalenze)
Perdite d’esercizio: 13,1 milioni di euro
Debiti complessivi: 160,5 milioni di euro
Durante la sua ventennale gestione, iniziata nel settembre 2005, Urbano Cairo ha investito circa 80 milioni di euro personali. Oggi, di fronte a una contestazione sempre più accesa da parte della tifoseria e alla necessità di un rilancio economico, il patron ha confermato la propria disponibilità a farsi da parte:
“Serve qualcuno dall’estero che abbia fondi e che creda nel calcio italiano”
ha dichiarato recentemente.
La Serie A parla sempre più americano, con ben otto club già controllati da proprietà d’oltreoceano. La trattativa per il Torino, gestita con il massimo riserbo da Bank of America, potrebbe presto aggiungere la nona bandiera statunitense al massimo campionato italiano.



