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Cessione Sampdoria, Parodi: Al Thani ha chiuso la trattativa. I retroscena

di Gabriele Frassanito
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Cessione Sampdoria, Parodi: Al Thani ha chiuso la trattativa. I retroscena svelati dal Francesco Di Silvio

A quanto pare la riunione di lunedì 21 novembre presso gli uffici di Ginevra della banca svizzera  che deve garantire il finanziamento allo Sceicco Al Thani, ha dato i suoi frutti. Al meno secondo quanto scrive Renzo Parodi, già firma del Secolo XIX e dell’edizione genovese di Repubblica, sul proprio profilo pubblico di Facebook.

Cessione Sampdoria, Parodi: Al Thani ha chiuso la trattativa. I retroscena

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La chiusura della trattativa e i progetti per il futuro

Durante la cena seguita alla lunga riunione di lavoro sono stati definiti i particolari tecnici del finanziamento che verrà erogato da un pool di banche. I 40 milioni andranno sul conto escrow, permettendo di proseguire l’iter di acquisizione del club blucerchiato, che verrà completato con una rapida confirmatory due diligence (con l’esclusiva concessa dal trustee Vidal) e quindi le firme sul contratto di compravendita della Sampdoria, dal trust allo sceicco.
Ancora Di Silvio: “Ci muoveremo velocemente e faremo al più presto le mosse per ripatrimonializzare il club (i 30 milioni dell’aumento di capitale, ndr) e rafforzare la squadra sul mercato di gennaio. Vialli e Bonetti sono da tempo al lavoro per trovare i calciatori adatti”.

Il ruolo di Di Silvio,  il Crystal Palace e i fondi USA

Di Silvio è stato il motore dell’intera operazione, ha convinto lo sceicco a puntare le proprie attenzioni (e una consistente dotazione di denaro) sulla Sampdoria.
Ha raccontato che alcuni mesi fa si era fatto sotto il Crystal Palace, squadra della Premier League inglese in cerca di un nuovo azionista. “Ma noi abbiamo preferito l’Italia, Genova e la Sampdoria, una società gloriosa, che tutta la famiglia Al Thani, non soltanto sceicco, intendono riportare ai vertici del calcio”.
Stabilito che i giochi sono fatti e che lo sceicco sarà il nuovo proprietario della Sampdoria, che eviterà quindi di affondare nel mare di debiti che la minaccia, va chiarito un punto a proposito dei fondi di investimento sventolati da qualche sbandieratore a suon di “sarebbe” “parrebbe” “dovrebbe” (un espediente per mettere un po’ di pepe nella minestra araba?).

Cessione SampdoriaCosa succede se arriva un’altra offerta?

Qualora l’offerta di uno di questi fondi pervenisse in tempo utile per salvare la Sampdoria (ovvero entro un mese, il 16 dicembre si devono versare 31 milioni di imposte) non potrebbe essere inferiore alla somma fissata per i due concordati dal tribunale di Roma: 33 milioni di euro.
Questa offerta dovrebbe pareggiare non soltanto i 33 milioni fissati dal tribunale fallimentare di Roma ma anche i 40 milioni dell’offerta a suo tempo presentata dallo sceicco e accettata dal trustee Vidal.
Lo dice la legge e lo conferma Vidal (il quale smentisce che un qualsivoglia soggetto sia presente in data room). Lo suggerisce pure il semplice buonsenso.
Se il trustee accettasse un’offerta inferiore a quella fissata dal tribunale danneggerebbe i creditori delle due società in concordato di Ferrero.
No way insomma. Ma a questo punto è pura teoria. I giochi sono fatti.


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