Dalle giovanili della Roma alla condanna definitiva: la parabola di Aboudramane Diaby, promessa del calcio ribattezzata Balotelli, finito in carcere per il sequestro del figlio di un boss.
L’illusione del grande calcio che sfuma definitivamente dietro le sbarre di una cella. La Corte di Cassazione ha reso definitiva la condanna a nove anni di reclusione per Aboudramane Diaby, ex terzino cresciuto nei vivai di Roma e Verona,ritenuto responsabile del sequestro di persona avvenuto a Ponte Milvio nel gennaio 2022.
Una vicenda drammatica che ha visto coinvolto Danilo Valeri, figlio di un noto esponente della criminalità romana di San Basilio, prelevato con la forza all’uscita di un locale per un presunto credito di droga non saldato. Un blitz durato poche ore ma ricostruito nel dettaglio dagli investigatori grazie a telecamere e intercettazioni, nonostante il totale silenzio della vittima.
La brutta e beffarda parabola di Aboudramane Diaby
Calcio dalla Roma al carcere la storia di “Balotelli” Diaby…
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Per Diaby, soprannominato “Balotelli” ai tempi delle giovanili giallorosse, la sentenza rappresenta l’epilogo di una parabola segnata da frequenti cadute fuori dal campo. Nonostante un talento fisico e tecnico notevole, che lo aveva portato fino all’esordio tra i professionisti in Serie C con la maglia dell’Imolese, il giovane difensore di origini romane si è progressivamente allontanato dallo sport attivo.
Precedenti controlli delle forze dell’ordine avevano già portato al rinvenimento di importanti quantità di hashish, cocaina e ingenti somme di denaro contante nella sua disponibilità. La conferma della pena chiude così ogni prospettiva sportiva, trasformando una carriera promettente nell’ennesima storia di potenziale sprecato.



