Rivoluzione a Milano: Milan e Inter presentano il disegno dell’archistar Norman Foster per il nuovo San Siro. Tra tecnologia, hospitality e un addio nostalgico al vecchio impianto.
L’addio alla solita icona di cemento si consuma nell’ora dei grandi posticipi, quando la matita di Norman Foster rivela al mondo la nuova casa milanese. Milan e Inter calano la carta del futuro, investendo due miliardi per trasformare l’area di San Siro in un tempio moderno da 71.500 posti.
Addio alla sagoma rettangolare e alle celebri rampe rosse: il nuovo impianto scommette su linee ovali, un podio rialzato per nascondere i parcheggi e una facciata viva, in grado di illuminarsi di rosso o di blu a seconda della padrona di casa. Dentro, l’anima popolare tenta una difficile convivenza con la tecnologia e il business: spuntano 13.000 sedute Premium, sky box esclusivi e una pendenza delle curve a 37 gradi pensata per preservare quel fiato sul collo tipico del tifo meneghino.
San Siro lo stadio di Milan e Inter farà un salto nel futuro
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L’obiettivo dichiaratissimo è fare cassa moltiplicando ristoranti e servizi, insonorizzando la struttura per proteggere il quartiere e offrendo un’accessibilità finalmente totale.
Resta però un’ombra di nostalgia a hovering sul progetto, perché se il comfort promette standard americani, il cuore dei tifosi dovrà imparare ad abituarsi a una cattedrale senza più i vecchi gradoni prima del definitivo abbattimento previsto nel 2033.



