Per la panchina della Sampdoria potrebbe essere un testa a testa tra Fabio Pecchia e Davide Possanzini: ecco le differenzi di modulo
La Sampdoria continua la propria ricerca del nuovo allenatore e tra i profili maggiormente accostati ai blucerchiati nelle ultime settimane ci sono quelli di Fabio Pecchia e Davide Possanzini. Due tecnici con idee moderne e propositive, ma con alcune differenze significative sul piano tattico e nella gestione delle partite.
Nel corso della sua carriera Pecchia ha utilizzato prevalentemente il 4-2-3-1 e il 4-3-3, moduli che gli hanno permesso di valorizzare il possesso palla e la costruzione dal basso. Le sue squadre cercano spesso di controllare il gioco attraverso il fraseggio, mantenendo un buon equilibrio tra fase offensiva e difensiva.
Nel 4-2-3-1 il tecnico ama avere due centrocampisti capaci sia di impostare sia di garantire copertura davanti alla difesa, mentre sulla trequarti richiede qualità e mobilità per supportare l’unica punta. Nel 4-3-3, invece, le mezzali hanno un ruolo fondamentale nell’accompagnare l’azione offensiva e nel garantire pressione immediata dopo la perdita del pallone.
Panchina Sampdoria, Fabio Pecchia o Davide Possanzini?
Panchina Sampdoria, da Fabio Pecchia a Davide Possanzini: ecco le differenze di modulo
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Diverso l’approccio di Davide Possanzini, protagonista dell’ottimo lavoro svolto a Mantova. L’allenatore marchigiano alterna principalmente 4-3-3, 4-2-3-1 e 4-4-1-1, dimostrando una notevole capacità di adattamento alle caratteristiche della rosa.
Le sue squadre mantengono una forte identità offensiva, ma cercano spesso una maggiore verticalità rispetto a quelle allenate da Pecchia. Il possesso palla rimane importante, ma è finalizzato soprattutto ad attaccare rapidamente gli spazi e a creare superiorità numerica negli ultimi trenta metri.
Per entrambe le opzioni, il riscatto di Tjas Begic potrebbe rappresentare un’arma importante. Il jolly sloveno, infatti, grazie alla sua duttilità tattica è in grado di ricoprire più ruoli, sia sulla trequarti sia nel tridente offensivo, adattandosi perfettamente alle esigenze di entrambi i tecnici.




