Tommaso Giulini, presidente del Cagliari, è contento che Accardi abbia fatto male alla Sampdoria, altrimenti non avrebbe potuto portarlo in Sardegna
L’avventura di Pietro Accardi alla Sampdoria è stata negativa. L’annata segnata dal suo operato ha visto tre allenatori, due sessioni di calciomercato in cui la squadra è stata stravolta ma i risultati comunque non sono arrivati. Fino al momento in cui Matteo Manfredi ha deciso di esonerarlo insieme a Leonardo Semplici.
Una parentesi davvero difficile che per qualcuno, però, è stata una fortuna. Si tratta del Cagliari, il cui presidente Tommaso Giulini ha voluto a tutti i costi Accardi come sostituto di Guido Angelozzi. Il patron dei sardi cercava un direttore sportivo giovane e l’ex blucerchiato era il migliore tra quelli liberi, come ha detto Giulini in conferenza stampa. Ma è solo grazie al fallimento alla Sampdoria che il matrimonio è potuto andare in porto:
Accardi a Empoli si è creato un percorso che lo ha portato alla Samp con un ingaggio importante. Non ci sono tanti direttori bravi, ma oggi ho la fortuna di avere Accardi perché ha fallito alla Sampdoria, altrimenti non sarebbe qui. Vogliamo migliorare il nostro percorso, Accardi e Canzi ci aiuteranno tanto nella prossima stagione. Siamo consapevoli che questo percorso è agli inizi, inserendo professionisti di alto livello possiamo migliorare
Cagliari, Giulini: “Accardi bravo negozialmente e umanamente. Dei giovani direttori era il migliore tra quelli liberi”

Cagliari, Tommaso Giulini: Accardi? Ringrazio che abbia fallito alla Sampdoria. Ecco perché ho scelto lui
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Il capitolo negativo di Accardi alla Sampdoria ha così portato il dirigente a essere libero di cercare una nuova opportunità. Altrimenti avrebbe lavorato ancora a Genova almeno fino al 2027, quando sarebbe scaduto il suo contratto. Che invece ha risolto per potersi legare, di nuovo con un triennale, al Cagliari. Giulini ha spiegato i motivi che lo hanno indotto a scegliere proprio l’ex ds blucerchiato:
I motivi per cui l’ho scelto sono tre: sono rimasto legato a Carli (Marcello, ndr), l’unico direttore con cui mi sento ancora. Accardi è cresciuto con lui. Poi, dei giovani che considero forti era l’unico libero: era semplice farlo venire. Dopo l’operazione Barella, quella più importante è stata quella di Vicario, fatta da me e dal direttore: avevamo già avuto modo di conoscerci, so come negozialmente e umanamente sia un profilo rotondo



