Pietro Accardi si presenta come nuovo direttore sportivo del Cagliari e torna anche sugli errori fatti alla Sampdoria, un periodo che l’ha aiutato a crescere
Inizia a Cagliari il nuovo corso targato Pietro Accardi. Il direttore sportivo è ufficialmente operativo da una settimana e giorno dopo giorno sta prendendo le misure del suo nuovo incarico, che arriva a oltre un anno di distanza dall’esonero ricevuto alla Sampdoria.
Un’esperienza, quella blucerchiata, che è durata meno di un anno e ha avuto un esito fallimentare. Ma gli è servita per capire certi errori e sapere cosa non ripetere. Lo ha assicurato Accardi stesso nella conferenza stampa di presentazione che si è tenuta in queste ore, nella quale ha ripercorso anche la stagione alla Sampdoria:
Nella vita, se fai tante cose giuste e una sbagliata, tutti si ricordano solo di quella. Cadere alla Samp è stata un’opportunità: per crescere devi cadere, restare solo. Quando rimani solo inizia il lavoro introspettivo, ti scavi dentro. È accaduto per me, per i calciatori, ma quello che ho fatto l’ho fatto perché ci credevo. A me interessa il percorso che ognuno di noi fa, io lo vedo ancora molto lungo: so il peso di rappresentare il Cagliari, metterò tutto me stesso anche in virtù degli errori fatti in passato
Ex Sampdoria, Pietro Accardi: “Credevo in quello che ho fatto. Farò tesoro degli errori del passato”
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La stagione più difficile della carriera da direttore sportivo di Accardi è stata anche la più recente e il ricordo è ancora vivo anche per quello. A distanza di oltre un anno ora il ds è tornato in pista con un nuovo incarico, in cui metterà in campo anche tutte quelle cose che ha imparato guardandosi dentro dopo il periodo a Genova. Ma anche portando in Sardegna quanto ha fatto a Empoli, coniugandolo poi con il modello progettuale dei rossoblù:
Il modello che il presidente vuole creare è quello della valorizzazione die giovani e questo è importante per le società. Ho avuto la fortuna di formarmi a Empoli, dove il focus era sul settore giovanile. Cercavamo sempre di capire chi era pronto da inserire in prima squadra per poi costruire il resto della rosa. Vogliamo essere a stretto contatto con il settore giovanile, con Canzi e non solo. Siamo una famiglia, lavoriamo per il bene comune che si chiama Cagliari



