La sconfitta della Sampdoria di Salvatore Foti a Venezia ha scatenato la sua rabbia. Uno sfogo che ha fatto sentenza…
Mai perdere la testa. Mantenre calma, sangue freddo e lucidità. Caratteristiche che non hanno tutti gli allenatori o aspiranti…
Le dieci giornate di squalifica di Salvatore Foti? Colpa di chi la scelto, di chi ha avvallato in società la scelta. E un po’ è anche colpa mia. Non credevo. E invece sì.
La sentenza parla chiaro. Quella sera, era l’8 novembre, l’allenatore della Sampdoria si presenta nella sala stampa del Pier Luigi Penzo. Lui e non Angelo Gregucci (santo subito!). Lui con un atteggiamento… da Lillo, quello che gli ha fatto perdere la “governance” della squadra e poi la panchina…
Ha letto le mie pagelle (per chi volesse rileggerle basta cliccare…) e ovviamente non gli sono piaciute. Lo colpiscono nell’orgoglio. Quello che però la sua squadra non era riuscita a mettere in campo.
È arrabbiato (lo siamo tutti a dire il vero, tifosi presenti compresi), alza i toni contro tutti. Sia chiaro. Basta rileggersi anche le sue dichiarazioni. Sono tutti da bocciare per lui. Si lascia andare e quelle parole che non passano innoservate… Per niente! E il risultato è scritto…
Sampdoria, Salvatore Foti

Sampdoria, Salvatore Foti a Venezia si è arrabbiato e ha fatto male! La sentenza parla chiaro… Il retroscena
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Altro che vice allenatore. Lillo era il primo a tutti gli effetti e continuare a sostenere che fosse un semplice vice non è servito a niente. Tante le inconguenze. E a Venezia è caduto…
“Anche l’intervista rilasciata a caldo dal Foti dopo la disputa della partita Venezia – Sampdoria, di cui è stata data lettura nel corso della sua audizione, nella quale il tecnico, in prima persona, si attribuisce la responsabilità della sconfitta, è stata giustificata dal Foti in relazione allo stato di malessere accusato dal Gregucci il quale nella circostanza aveva quindi delegato il Foti a presentarsi in sala stampa. Resta però il fatto che il Foti ha parlato in prima persona anche se lo stesso ha riferito di aver fatto ciò del tutto erroneamente, preso dalla rabbia per la sconfitta, ma consapevole del fatto che l’allenatore della prima squadra fosse il Gregucci e che lui intendeva condividere la responsabilità per l’esito infausto della partita e per la prestazione dei giocatori…”.
Questo il testo pubblicato nella sentenza di appello che conferma quella del tribunale in primo grado.



