La crisi della Sampdoria coinvolge tutti: da Tey a Manfredi, da Mancini e Fredberg fino a Salvatore Foti. Ma cosa c’entra Ferrero?
Sarà una domenica di noia, dopo un sabato con un silenzio rumoroso. Tutta colpa di un “Venerdì 13” o “17”. Scegliete voi. In casa Sampdoria non cambia mai niente. Non cambiano i risultati e soprattutto il modo di affrontarli, di viverli e anche di superarli.
Da tre anni a questa parte nessuno ci mette la faccia. Nessuno ha il coraggio di farlo. Nessuno se non l’allenatore di turno. Primo o secondo che sia. È toccato a Pirlo nei suoi alti e bassi nel suo primo anno. È toccato sempre ad Andrea parlare a Palermo dopo la disfatta ai playoff senza che un solo dirigente dicesse qualcosa per giustificare una stagoine che doveva riportarci subito in Serie A.
Ed è toccato anche a lui giustificare una squadra costruita male da Pietro Accardi che non vedeva l’ora di mandarlo via. Quando ci è riuscito è toccato sempre e solo ad Andrea Sottil difendere il suo lavoro, un secondo annunciato fallimento. È arrivato Leonardo Semplici. Sempre lui in conferenza stampa. Mai un dirigente. E così anche per la retrocessione sul campo con Alberigo Evani e Angelo Gregucci prima di avere una seconda possibilità e di vincerla. Lì qualche faccia felice a favore di telecamera ricordo di averla vista. A dire il vero…
Quest’anno non è cambiato niente. Le lezioni a quanto pare non servono mai. Si comincia con Massimo Donati. Mercato inesistente, squadra compatta. Ma non basta. Perché Andrea Mancini aveva fretta di cambiare, ribaltare la scelta di Nathan Walker e Jesper Fredberg. E questo è il risultato. Salvatore Foti che allena senza avere le carte per farlo. La Figc lo becca e ora rischia di saltare ancora una volta il corso da allenatore a Coverciano. E intanto la faccia ce la mette sempre Angelo Gregucci. Con tanto di risposte programmate…
Ma perché da noi non c’è un volontario, uno che anche per orgoglio abbia voglia di raccontarci la sua storiella? Una giustificazione? Eppure gli esempi in Serie A non mancano. Qualcuno di voi mugugnerà: “Quelli sono in Serie A , noi all’Inferno. Quelli si giocano lo scudetto, noi una complicata salvezza”.
Ma la voce di qualcuno, che non sia sempre l’allenatore, la richiede (a gran voce) anche il tifoso della Sampdoria. Vogliono capire cosa succede. Chiedono spiegazioni. Le pretendono dopo la concessione illimitata di fiducia. Fiducia oggi persa.
E il lancio di bottiglie dalla tribuna verso Salvatore Foti che fugge spedito verso gli spogliatoi imprecando qualcosa contro presunti ignoti segnano probabilmente un’altra fine…
Sampdoria: tutti si nascondono, nessuno parla: da Tey a Fredberg fino Manfredi, Fiorella e Mancini…
Sampdoria, Tey e Manfredi sono a Londra, Fredberg a prendere il sole. Mancini è preoccupato, Foti inca..ato. E c’è chi rimpiange Ferrero…
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Una fine che dipenderà ora solo dalla Juve Stabia e poi dal Frosinone. Senza dimenticare che poi ci sarà il Venezia. Intanto si è cominciato a guardarsi in giro. Chi c’è libero, chi è pronto a vivere qualche mese in un mare inquinato…
Una situazione che Andrea Mancini avrebbe volentieri fatto a meno. Ma il campo dice questo.
Di sicuro la scelta non la prenderà Joseph Tey e nemmeno Walker o Fredberg. La decisione verrà presa dal presidente Manfredi tornato a occuparsi a tempo pieno di Sampdoria e dal direttore sportivo Andrea Mancini.
A proposito di Manfredi e Tey. I due si sarebbero visti a Londra. Incontro programmato per un nuovo confronto in vista di giugno portare avanti la possibile cessione del club.
In tutto questo casino e indecisione c’è poi chi tira fuori Massimo Ferrero. Si stava meglio quando si stava peggio. E a Roma gira pure la stravagante voce che il Viperetta voglia riprendersela. Voglia prendere il posto di Manfredi e lavorare con Tey. Vabbè, buon domenica a tutti…



