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Sampdoria, D’Aversa l’ha capito: largo ai giovani. E voi?

di Massimiliano Lussana
Formazione Ufficiale Sampdoria D'Aversa

La Puntina sulla Sampdoria è dedicata principalmente a Roberto D’Aversa che ha capito l’importanza dei giovani a differenza del suo predecessore, Claudio Ranieri…

Forse è utile rinfrescare la memoria, esercizio sempre utile a chi si interessa di più al Watford o al Pisa rispetto alla Sampdoria.

Ad esempio, ricordando che, alla vigilia della partita con la Lazio, dall’interno della società Sampdoria erano uscite le voci per cui D’Aversa era sostanzialmente già esonerato e che il prossimo allenatore era Stankovic e addirittura Ferrero aveva fissato un incontro con il suo agente.

E, ancora, dopo la Lazio, a quattro giorni dal derby, ancora altra opera di delegittimazione di Roberto D’Aversa, persona perbene se ce n’è una. Of course, sempre a favore del solito Stankovic.

Oppure, sarebbe interessante ricordare che lo scorso anno, il giorno dei cinque goal presi a San Siro contro l’Inter, sull’1-5 dalla panchina venne fatto alzare un giocatore di 38 anni, bravo finché si vuole, ma che certo non avrebbe potuto cambiare il corso della storia e della stagione blucerchiata, senza che nessun giovane potesse vedere il campo nemmeno da lontano: ricordo i 91 minuti di Askildsen in tutta la stagione o il solo Prelec andato in panchina dalla splendida Primavera di Tufano, senza però avere la possibilità di entrare.

E invece, all’Olimpico, all’89esimo, dalla panchina – in un momento significativo della partita, visto che si era 1-1 e quindi era molto diverso anche psicologicamente un esordio rispetto a una disfatta per 5-1 – D’Aversa ha avuto il coraggio di far entrare Gerard Yepes Laut, classe 2002, con la possibilità di una grande carriera davanti a sé come si è visto già nel ritiro estivo di Ponte di Legno e nelle amichevoli precampionato. E lo stesso D’Aversa ha già portato in panchina anche Simone Trimboli e Francesco Migliardi, il futuro in tre nomi.

Insomma, questo esercizio di memoria serve per festeggiare l’ottimo lavoro di Roberto D’Aversa che è andato a Roma a giocarsi la sua partita, alla faccia di chi dice in continuazione che ci sono partite già perse e che si potrebbero anche non giocare, solo sulla base del nome dell’avversario.

Per di più, la partita di Roma vale doppio per una serie di motivi: la concomitante vittoria dello Spezia, che allunga la classifica e quindi è meglio essere lì (soprattutto se si dovessero perdere per strada i tre punti con la Salernitana).

E una graduatoria che dice dal quattordicesimo posto in giù Sampdoria e Udinese a 20 punti, Venezia 17, Spezia 16, Genoa 11, Cagliari 10 e Salernitana 8. Con Udinese e Salernitana con una partita in meno.

E poi il solito, immenso, Gabbiadini che segna da cinque partite di fila e che, da quando indossa, la maglia griffata “La mia Liguria”, funziona come nelle sue stagioni più belle. Goal meravigliosi e gioco dello stesso livello.

La Sampdoria di D’Aversa non ha avuto mai il vero Damsgaard

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E, ancora, la splendida partita (non esordio, ma quasi) di Wladimiro Falcone che si candida al ruolo di titolare in porta, dopo la Coppa Italia con il Torino. Un ragazzo che ci ha dato modo di raccontare anche il suo esordio cinematografico, come bimbo in braccio a Carlo Verdone in “Viaggi di nozze”.

La capacità di risalire dopo il goal di Eldor Shomurodov che, in qualsiasi altra situazione, avrebbe tagliato le gambe alla Sampdoria. E invece, stavolta.

Non si può far finta di non vedere che è da oltre un mese che la Samp è sempre più bella. Il secondo tempo con la Lazio, derby, Coppa Italia con il Torino, Venezia e ora Roma.

La prima volta è una coincidenza, la seconda è un indizio, la terza è una prova. E alla quinta siamo alla certificazione notarile.

Tutto questo, diciamolo pure, anche alla faccia di tanti tifosi blucerchiati che parlavano di retrocessioni, di squadra indegna, di allenatore inadeguato alla Serie A. Ma anche di Doria allo sbando, con un vortice di autolesionismo sempre più avvitato su se stesso. Dove persino una straordinaria iniziativa come Samp City, veniva derubricata a folclore o pura operazione di immagine.

Certo, non si può far finta di nulla. Massimo Ferrero è stato in carcere, a gennaio dovrà esserci qualche cessione e non viviamo nel migliore dei mondi possibili.

Ma, intanto, la Sampdoria cresce e cresce bene, alla faccia di chi le vuole male. E ancora non ha Damsgaard e questa sera nemmeno Verre, cioè i due giocatori con i piedi migliori del mazzo…

Buona Natale e buone feste blucerchiate…

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