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A Torino toccato il fondo: ma Audero e Silva non sono colpa di D’Aversa

di Massimiliano Lussana
Torino Audero E Silva D’Aversa

Arriva puntuale come sempre La Puntina di Massimiliano Lussana: a Torino si è toccato il fondo, ma Audero e Silva non sono colpa di D’Aversa

Ora  sono io a cospargermi il capo di cenere.

Perché io che ho sempre difeso Roberto D’Aversa, che ho scritto e che riscrivo oggi che si è visto più calcio nelle prime partite di quest’anno che in tutto lo scorso campionato, davvero ora alzo bandiera bianca.

Al di là della partita di domenica contro il Bologna al Ferraris, l’impressione netta è che siamo al capolinea.

Perché il problema non sono i 9 punti in classifica, ma è l’atteggiamento visto in campo.

Il Torino di Juric ha preso a pallonate dal primo all’ultimo minuto questa Sampdoria e, rispetto a inizio campionato, sembra di vedere un’altra squadra, con la formazione incredibile messa in campo da D’Aversa a inizio partita.

Il mister, probabilmente condizionato dalle critiche che lo descrivevano come uno che metteva la squadra sbilanciata e troppo poco attenta alla fase difensiva, ha messo in campo una squadra totalmente passiva. E addirittura con le due punte abili e arruolabili (Gabbiadini e Caputo in panchina), offrendo nuova fiducia a un Quagliarella chiaramente impresentabile dall’inizio e che invece può diventare l’arma letale negli ultimi venti minuti.

Il risultato è stato nessun tiro in porta e un gol preso dopo soli sedici minuti di gioco, a rafforzare un primato che vede la Sampdoria (forse insieme al Genoa) come la peggiore squadra dei primi tempi e, comunque, quella che inizia peggio le partite.

Ma, se possibile, la galleria degli errori e degli orrori di D’Aversa, alla peggiore partita di sempre con la Sampdoria, è stata ulteriormente peggiorata dal prosieguo dell’incontro. Con errori assortiti di tutti i componenti della squadra; difficile trovare un solo sufficiente fra i sedici scesi in campo.

Eppure, in questa galleria di gioco e di giocatori che fanno più spavento di tutta la notte di Halloween, ci sono alcuni che sono i peggiori fra i peggiori, oltre all’allenatore ovviamente.

A Torino hanno deluso Audero e Silva ma anche Askildsen

A Torino toccato il fondo: ma Audero e Silva non sono colpa di D’Aversa

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Su tutti, ci metterei Audero che, per l’ennesima volta, prende un goal come il secondo, evitabile e sul suo palo. Insomma, come ho scritto nella scorsa Puntina davvero non riesco a capire cosa si aspetti a mettere in campo Falcone che, comunque, non potrà fare peggio di un ragazzo come Emil che ha un grande talento, ma che chiaramente non è sereno ed è sempre decisivo, ma in negativo e non con le sue parate come lo scorso anno.

E poi Adrien Silva. A parte il fatto che si stava già 2-0 e il terzo goal granata è arrivato alla fine, ma un’espulsione così per un giocatore esperto è qualcosa che grida vendetta.

Ma ce n’è per tutti: penso ad esempio anche a un giocatore che a me piace, come Askildsen, che nelle ultime settimane sta avendo un’involuzione incredibile: ma come si fa ad entrare al sessantanovesimo, a prendere un’ammonizione dopo soli sei minuti, sacrosanta, e ad essere sostituiti a propria volta all’81esimo, con una bocciatura clamorosa e palese?

Fra l’altro, questa ammonizione di Askildsen fa il pari con le tantissime prese da Thorsby, spesso graziato dagli arbitri che gli risparmiano la seconda (con l’Atalanta ad esempio la moviola ha mostrato nettamente che l’espulsione del norvegese ci poteva stare). Non perché sia cattivo, ma molto semplicemente perchè ha un modo di muoversi poco aggraziato e quindi spesso foriero di cartellini gialli. Che, però, alla fine si pagano.

Insomma, dovunque si guardi non si riesce a trovare nulla non dico da salvare, ma almeno da analizzare per vedere come può migliorare in questa squadra.

Ed è come se tutto quello che di buono avevamo visto nelle prime giornate fosse improvvisamente venuto a mancare e come se le accuse a D’Aversa di essere troppo “giochista” e propositivo, l’abbiano portato a questo calcio vergognoso ed inguardabile, peraltro ben incarnato dagli uomini chiave della squadra.

L’unico elemento non dico di serenità, ma di equilibrio sta nel calendario: fino ad oggi la Sampdoria ha affrontato tutte le squadre più forti del campionato e quindi le partite abbordabili o quantomeno giocabili devono ancora arrivare.

Ma, giocando, anzi non giocando così, nessuna partita è abbordabile.

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