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Sampdoria, Ferrero basta show. Così fai del male a D’Aversa e al tuo giochino

di Luca Uccello
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Troppa e ingiustificata tensione in Casa Sampdoria, con il presidente Ferrero che sembra aver preso di mira i risultati D’Aversa. Ma così potrebbe rompere gli equilibri

Ormai sono sette anni che continua a vivere nel calcio, di calcio e di Sampdoria. Qualcosa bisognerà pure averla imparata. Non si parla in pubblico, non prima di aver contato fino a 10 ed essersi morso la lingua. Poi i panni sporchi, se ci sono, si lavano in casa. Infine si cerca di comunicare, di far capire cosa non funziona, o almeno si crede. Bisogna saper comunicare non solo arrabbiarsi con Panatta (comunque non è simpatico, ndr) o con il proprio allenatore alla stessa maniera ma per ragioni diverse.

Bisogna crescere perché se è vero che la Samp negli ultimi anni della sua presidenza ha sbagliato poco e niente, non si può nemmeno pretendere che con Milan, Sassuolo, Inter, Empoli Napoli, Juventus e Udinese, per citare il calendario, si possa pretendere che la Sampdoria potesse fare di più.

Va bene, forse manca un punto con il Milan (errore del Var, proprio come con l’Inter), potevano essere due in più anche con l’Udinese. Ma sarebbe cambiato poco e niente. La Sampdoria di D’Aversa gioca a calcio, diverte i suoi tifosi non i mugugnoni, quelli che celebrano Ranieri e un calcio vecchio e noioso.

Mugugnoni, tra questi anche qualche mio collega che vede la Serie B nel fondo di una bottiglia, tra cui anche il nostro amato presidente, Massimo Ferrero.

Ferrero è ambizioso e vuole di più da D’Aversa ma così si rischia di rompere il giochino Sampdoria

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Sampdoria, Ferrero basta show. Così fai del male a D’Aversa e squadra

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Massimo Ferrero è ambizioso e vuole di più dal suo allenatore, da tutta la squadra, da chi lavora con lui. Ma così si rischia di rompere il giochino Sampdoria. Inevitabile. Dare due partite come ultmatum oggi a D’Aversa o chi per esso non ha senso. Ma perché giocare così d’azzardo proprio ora?

Troppi fattori contro il presidente che sembra essere ora sempre più accerchiato e in difficoltà per colpa principalmente dei concordati riguardanti le sue aziende di famiglia. Problemi che lo hanno reso nervoso, poco malleabile, difficile da gestire.

Ma così facendo sta mettendo in croce il proprio tecnico. Cosa è servito convocarlo a Milano? Non bastava parlargli a Bogliasco? Perché arrabbiarsi dei risultati non ottenuti contro Inter, Napoli e Juventus? Si poteva pretendere di più da una squadra che prima della fine del mercato non ha cambiato un solo uomo nell’undici di partenza e poi ha solo inserito Caputo?

Insomma presidente se tanto bene ha fatto nei risultati a fine stagione, tanto male sta facendo ora, probabilmente l’anno zero per lei, quello in cui, tutti dicono che sia quello più difficile dal punto di vista finanziario. Sarà vero? Probabilmente sì. Sicuramente però se se la prende con il suo allenatore che ha messo in difficoltà squadra come Milan e Inter, che se la sta giocando con tutti a testa alta, beh, allora c’è qualcosa che non va…

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