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Senza fondi via dal fondo…

di Massimiliano Lussana
Sampdoria Empoli Capienza Sud

Quella di domenica è stata una serata splendida, una serata da Sampdoria, in ogni senso.

A partire dall’emozione totale, assoluta e da brividi quando è stato ricordato Ermanno Cristin, il “bisontino” della gioventù di tanti doriani, prima che fosse Sampdoro, ma quando già i colori erano i più belli del mondo. Un filmato bellissimo e toccante sui maxischermi, con la voce e le immagini di Cristin a commuovere tutto lo stadio.

Poi, la partita. E anche qui emozioni a raffica. Una dietro l’altra per una vittoria fortemente voluta e altrettanto fortemente meritata. Soprattutto stavolta si è vista la concretezza e la semplicità di Claudio Ranieri, che ha dato la svolta netta a questa Sampdoria: per la cronaca, nove dei 12 punti blucerchiati attuali sono stati ottenuti da sir Claudio in sei partite contro tre punti in sette partite dello sciagurato Eusebio.

E quelli che dicevano “Lui è bravo, ma non gli hanno dato i giocatori”? E i teorici del Di Francesco uber alles, “ma con questa squadra nemmeno Guardiola riuscirebbe a fare risultati”? E quelli che ancora oggi non hanno capito che la farsa della trattativa con chi voleva sfilare la Sampdoria a Ferrero per un tozzo di pane e non per il valore reale della squadra, dei suoi colori, della sua storia, della sua tradizione, del suo organico, dei suoi campi a Bogliasco?

Ne abbiamo sentite di tutti i colori in questi mesi, mentre sarebbe bastato guardare la partita di Coppa Italia contro il Crotone – pur vinta – e capire un po’ di calcio per capire che i fondi, gli uomini dei fondi e i loro aedi erano il problema e non la soluzione.

Vedere lo “scarso” Thorsby, uno che DiFra e i suoi profeti avrebbero voluto vendere o mettere fuori rosa dal primo giorno, era un piacere, così come era stato vederlo a Ferrara con la Spal, sempre messo in campo da Ranieri. Vedere il miglior Gabbiadini della stagione, che ieri ha riconciliato con il calcio, fa piacere perchè Manolo è uno che gioca a seconda dell’umore, è il suo limite e la sua grandezza. Vedere finalmente in campo questo Ramirez, che il genio degli schemi lasciava a marcire in panchina, fra gli applausi dei suoi accoliti, che sognavano l’accoppiata con Dinan per volare, è vedere “il calcio”.

Insomma, domenica sera, finalmente, abbiamo ricominciato a raccontare una storia che finisce con il cielo che diventa sempre più blu…



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