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Sampdoria, speriamo che sia stato solo un brutto sogno con Giampaolo

di Massimiliano Lussana
Serie A Conti Secondi

La speranza è che la Sampdoria di Marco Giampaolo vista a Salerno sia stato solo un brutto sogno e non la realtà…

Se il pareggio con la Juventus era stato merito in gran parte di come Marco Giampaolo aveva messo in campo la squadra, allo stesso modo la disfatta di Salerno è stata quasi esclusivamente colpa sua, che ha schierato una Sampdoria mai così senza senso e brutta.

Se lunedì scorso il Maestro era stato professore, stavolta non è nemmeno bidello. E, soprattutto, viene voglia di invocare immediatamente il supplente prima che sia troppo tardi: ci sono in giro, liberi, Andreazzoli, prima che lo chiami il Monza, De Zerbi, persino Ballardini, al di là delle scemenze del tecnico di Ravenna sulla sedia e “Io non mi siedo”, comunque il più adatto per salvarsi, perché è questo che deve fare la Sampdoria quest’anno: salvarsi e sopravvivere, il resto viene dopo. Ma questa roba non si deve e non si può vedere.

Perché qui è questione di mentalità innanzitutto, prima ancora che di uomini.

Perché se entri in campo con uno spirito come quello fatto vedere dai blucerchiati a Salerno, proprio puoi non disputare il campionato.

Certo, è chiaro che se giochi con Augello – quest’anno il peggiore di tutti, per distacco – in serie A fai fatica.

Certo, è chiaro che se metti Depaoli titolare in mezzo al campo è un segno di totale inadeguatezza della rosa.

È ovvio che se Leris torna il Leris visto con Ranieri – e cioè un giocatore che farebbe fatica anche in B – non è solo colpa dell’allenatore.

Ma c’è un problema grande come una casa se, come accaduto spesso in passato, fai due partitone con Juventus e in parte anche contro l’Atalanta, e poi giochi come a Salerno. Eppure, le trasferte di Giampaolo contro le pari grado sono state spessissimo così. E questi sono i punti con cui ti salvi, perché valgono doppio.

La Sampdoria non può avere due allenatori…

Non è che si possono avere due allenatori, uno da casa e uno da trasferta perché quando esce da Genova al Maestro viene lo spleen.

Soprattutto, perché con la Roma – con la squadra giallorossa più brutta di sempre, va detto e l’ha detto persino Mourinho – abbiamo visto che probabilmente una Juventus così brutta a Genova non è stata solo per demeriti bianconeri, ma anche per merito della Sampdoria che non li ha fatti giocare come avrebbero voluto.

Eppure, non c’è la proprietà transitiva.

E stavolta Giampaolo ne mette moltissimo del suo, con la solita cosa dei fuori ruolo immolati sull’altare del Maestro, come Isacco e Abramo.

E, ribadisco, è anche una questione di mentalità.

Credo che un quarto d’ora brutto come il primo della Sampdoria a Salerno sia difficile anche solo da pensare.

La Salernitana ne fa, meritatamente, due, ma il vantaggio potrebbe essere anche più largo, è come se ci fosse in campo una sola squadra, per di più ricca di ex avvelenati o con cuore e testa “da derby”.

Sampdoria, Giampaolo ha avallato la campagna cessioni?

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E qui arriviamo al secondo punto, dove le colpe di Giampaolo nell’avallare una campagna cessioni scellerata (se non altro per ciò che ha portato, con Thorsby a tre milioni, quasi un bis dello scorso anno con Caprari a quattro) con Bonazzoli è stato incredibilmente svenduto dagli stessi che hanno speso sei milioni sei per Torregrossa. Una cosa che non si può vedere, né sentire, eppure sembra quasi che queste cose non stia bene dirle.

Poi c’è Candreva che è andato via senza polemiche, ma certo la battuta di mister Giampaolo in conferenza stampa (“Non ho nulla di cui chiedergli scusa”), se possibile l’ha caricato ancor di più anche perché senza le sue giocate e i suoi punti con Roberto D’Aversa lo scorso anno, forse dimenticati troppo facilmente, da tutti – il mister che comunque ha fatto i punti decisivi per restare in A e che ha avuto la sensibilità anche quest’anno di ricordare il Morandi e i suoi morti con un mazzo di fiori, che non è cosa da tutti – magari saremmo qui a raccontare un’altra serie e proprio un’altra storia blucerchiata.

A Salerno c’è un mondo di Sampdoria…

E in panchina dei granata come ex ci sono anche Vincenzo Fiorillo e Leonardo Capezzi. E poi, anche sorvolando su Giulio Maggiore appena arrivato dalla Spezia, dall’altra parte, c’è Davide Nicola, tecnico che ha fatto quattro miracoli di fila Crotone, Genoa, Torino e Salernitana, di cui quello con la formazione granata è forse ancor più miracoloso di quello con i calabresi, un tecnico che solo Spors poteva posporre a uno come Blessin.

Comunque, io per Nicola ho un debole, anche umano, per la sua storia personale. E vedere una Salernitana così bella ieri mi ha riempito il cuore anche per lui.

Poi, certo, ci sono state le due occasioni dopo 24 minuti, le tre dieci minuti dopo e a un certo punto la Sampdoria ha iniziato anche a giocare, ma con tiri citofonati.

E qui va anche detto che zero goal in tre partite, a fronte di sei presi, sono un dramma.

Dico subito che non accetto nemmeno i richiami all’arbitro, perché se entri in campo così l’arbitro non c’entra ed è solo un alibi. Il fatto che l’abbia detto anche Giampaolo è un’aggravante.

E né Giampaolo, né la Sampdoria hanno bisogno di alibi.

Anche perché già mercoledì alle 18,30, nel turno infrasettimanale del Ferraris, con la bellissima Lazio di Maurizio Sarri, in qualche senso è già un’ultima spiaggia.

Almeno per capire che campionato sarà. E con che tecnico…



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