Tey bussa ai creditori: la richiesta di deroga che tiene col fiato sospeso la Sampdoria. Tutti i rischi del braccio di ferro con le banche
Questa settimana rappresenta un passaggio fondamentale per il futuro societario della Sampdoria. La proprietà sta affrontando una fase di negoziazione serrata con gli istituti di credito per stabilizzare la posizione finanziaria del club e definire i nuovi assetti di comando.
Il fulcro della questione riguarda la richiesta formale (tecnicamente un “waiver”) che Joseph Tey ha inviato alle banche creditrici. L’obiettivo dell’investitore singaporiano è ottenere una deroga che permetta alla Sampdoria di mantenere la rateizzazione decennale del debito nonostante i recenti cambiamenti in società.
Questa operazione interessa esclusivamente i debiti legati all’accordo di ristrutturazione approvato dal Tribunale di Genova nel 2023. La variazione del capitale sociale ha infatti attivato la clausola di “change of control”, che concede agli istituti il potere di interrompere gli accordi esistenti qualora non gradissero il nuovo assetto societario. Se le banche negassero il consenso, Tey si troverebbe obbligato a versare immediatamente circa 25 milioni di euro, gran parte dei quali spettanti a Sace.
Settimana decisiva con i creditori: Tey cerca l’intesa con Sace e le banche per non far saltare i conti.

Nathan Walker (rappresentante azionisti Sampdoria)-Joseph Tey Wei Jin (azionista Sampdoria)-Francesco De Gennaro (presidente Sampdoria)
Sampdoria, settimana decisiva per l’accordo con le banche. La richiesta di Joseph Tey
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Un altro elemento di forte tensione sul tavolo delle trattative è la clausola “advisor”, inserita nei patti dello scorso 24 aprile tra Matteo Manfredi e Joseph Tey. Secondo tali accordi, il nuovo proprietario deve nominare un esperto entro il 30 giugno a cui affidare il mandato per la vendita del club e la gestione della “data room” per i potenziali acquirenti.
Il rispetto di questa scadenza è vitale: Manfredi vanta infatti il diritto a una percentuale sulla futura cessione della società. Qualora Tey ignorasse questo impegno, potrebbe scatenarsi una pesante battaglia legale tra i due ex soci. Le banche coinvolte (McQuarie, Bper, Credito Sportivo e Sistema) e il garante Sace non avrebbero ricevuto comunicazioni preventive su questo dettaglio e ora potrebbero esigere chiarimenti puntuali.
Mentre Tey prosegue nel suo piano di assumere la presidenza e rimodulare il Consiglio d’Amministrazione a propria immagine, i creditori hanno espresso alcuni suggerimenti strategici. Gli istituti finanziari consigliano caldamente di mantenere una solida rappresentanza italiana all’interno del board per ragioni legali e di stabilità.
Tuttavia, l’imprenditore singaporiano, supportato dal suo plenipotenziario Nathan Walker, sembra intenzionato a procedere verso una gestione internazionale. Il nuovo corso prevede l’ingresso di figure come Claudio Morelli e dello stesso Walker, oltre alle conferme di Jesper Fredberg e Ting Yong Tan. I prossimi giorni diranno se questa accelerazione verso una governance straniera troverà il via libera definitivo delle banche o se aprirà nuovi fronti di scontro.



