Sampdoria, scopri il motivo della possibile battaglia legale tra Matteo Manfredi e Joseph Tey. Al centro c’è una clausola “segreta”
Il clima estivo in casa Sampdoria rischia di surriscaldarsi non solo per le future trattative di mercato, ma anche per una possibile contesa legale tra Matteo Manfredi e Joseph Tey. Al centro della disputa compare la cosiddetta clausola “advisor”, inserita negli accordi che il 24 aprile scorso hanno portato l’ex presidente Manfredi alle dimissioni.
L’intrigo della clausola advisor: Manfredi pronto alla battaglia se Tey non avvia la vendita della Samp entro il 30 giugno.

Joseph Tey Wei Jin (azionista Sampdoria)-Matteo Manfredi (presidente Sampdoria)
Sampdoria, possibile scontro legale tra Matteo Manfredi e Jospeh Tey. Lo scenario
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I patti stabiliti tra i due ex soci obbligano l’investitore singaporiano a nominare un advisor entro il 30 giugno. Questo professionista dovrà ricevere il mandato per vendere il club blucerchiato, gestendo di conseguenza l’apertura della “data room” necessaria per le analisi (due diligence) dei soggetti potenzialmente interessati all’acquisto. Qualora Tey ignorasse questo impegno contrattuale, Manfredi darebbe con ogni probabilità il via a una corposa battaglia giudiziaria.
Il passaggio del 42% delle azioni della capogruppo lussemburghese Gestio Capital & Structuring Investment da Manfredi a Tey è avvenuto formalmente a costo zero, ma l’intera operazione poggia su precisi accordi privati. Si ritiene che a Manfredi spetti una percentuale rilevante sulla futura cessione della società, motivo per cui il rispetto della clausola advisor risulta per lui vitale.



