Ecco perché Catanzaro e Frosinone rappresentano oggi il modello da seguire per la Sampdoria dopo due stagioni disastrose
Mentre a Catanzaro si sogna ad occhi aperti la Serie A e a Frosinone si celebra il ritorno nel massimo campionato, a Genova, sponda blucerchiata, si contano i cocci di due stagioni disastrose. Il verdetto del campionato di Serie BKT è una sentenza impietosa, uno schiaffo morale ed economico: non servono nomi altisonanti, algoritmi e dichiarazioni fumose. Servono idee, programmazione e competenza, tutto ciò che alla Sampdoria, da due anni a questa parte, sembra mancare drammaticamente.
Guardate il Catanzaro. Una piazza storica e un popolo appassionato che ha visto la propria squadra, con un monte ingaggi totale di 10.1 milioni di euro, arrivare a giocarsi la finalissima playoff contro il Monza. Non è fortuna, ma la vittoria del progetto costruito dal presidente Floriano Noto. Un percorso tecnico chiaro, affidato a un allenatore giovane come Alberto Aquilani, capace di dare un’identità precisa alla squadra e di valorizzare tanti giovani funzionali al suo credo tattico. I giallorossi hanno dimostrato che, con visione e coraggio, si possono sovvertire i pronostici e battere corazzate come il Palermo, che vanta un monte ingaggi da oltre 25 milioni di euro. Il Catanzaro “parla italiano”, con ben 10 italiani su 11 nella formazione titolare, dimostrando che in Serie BKT il talento nostrano può ancora fare la differenza.
Sampdoria, confronto impietoso: 21 milioni euro di monte ingaggi contro i 10 del Catanzaro e gli 8 del Frosinone
Photo LiveMedia/Fabrizio Carabelli Milan, Italy, August 30, 2022, italian soccer Serie A match Inter – FC Internazionale vs US Cremonese Image shows: Massimiliano Alvini Head Coach of US Cremonese in the bench during the Serie A 2022/23 football match between FC Internazionale and US Cremonese at Giuseppe Meazza Stadium, Milan, Italy on August 30, 2022 LiveMedia – World Copyright
Sampdoria, prendi esempio da Frosinone e Catanzaro! Il dato
E che dire del Frosinone? I ciociari hanno riconquistato la Serie A dopo aver rischiato di giocare i playout l’anno scorso, con un monte ingaggi di appena 7.9 milioni di euro. Un capolavoro di coerenza societaria guidato dalla famiglia Stirpe, che ha investito su un mix di giovani talenti come il bomber Raimondo e il difensore Cittadini, senza stravolgere la rosa. Non hanno speso cifre folli, ma hanno costruito una solidità che ha permesso loro di superare i momenti difficili e chiudere il campionato secondi con 81 punti. Hanno scelto un allenatore affamato e con voglia di rivalsa come Massimiliano Alvini, reduce da una retrocessione con il Cosenza, ma capace di rilanciarsi e di compiere un’impresa.
Poi c’è la Sampdoria. Il confronto è umiliante: con un monte ingaggi di 21,8 milioni di euro — ben più del doppio di quello di Catanzaro e Frosinone — la società blucerchiata ha chiuso l’ennesima stagione anonima al tredicesimo posto, con l’unico brivido rappresentato dalla lotta per evitare il baratro della Serie C. Due anni di caos, di scelte basate sugli algoritmi di Fredberg, dichiarazioni strampalate e un’identità di gioco mai trovata. Il problema non è soltanto il risultato sportivo, ma anche un bilancio in rosso di circa 40 milioni di euro, testimonianza di un fallimento gestionale totale.
Sampdoria, la lezione arriva da Frosinone e Catanzaro
In Serie BKT non si vince con i nomi e con gli algoritmi, ma con la fame e con la conoscenza profonda di una categoria spietata. Si vince affidandosi ad allenatori affamati che conoscano il campionato come Alvini o Aquilani, capaci di costruire risultati importanti con risorse limitate. La lezione che arriva dal Sud e dalla Ciociaria è chiarissima: servono competenza, idee e programmazione. Ora il Catanzaro si gioca un sogno e il Frosinone torna tra i grandi; la Sampdoria, invece, resta a guardare, prigioniera dei troppi errori di questi tre anni. È ora di imparare la lezione.