A Mantova qualche parola di troppo, a Marassi un bellissimo gesto: la vittoria riavvicina Vindahl e Gartenmann
C’è un’immagine di Sampdoria-Catanzaro che racconta più di tante parole il rapporto tra Peter Vindahl e Stefan Gartenmann. Dopo l’autogol del difensore, il portiere è stato il primo a raggiungerlo, aiutandolo a rialzarsi e rincuorandolo. Un gesto semplice, ma significativo, soprattutto pensando a quanto era successo qualche settimana prima a Mantova.
Dopo il gol di Ruocco, Gartenmann aveva infatti reagito con rabbia nei confronti di Vindahl, ritenendolo colpevole di non essere uscito tempestivamente. Sono cose di campo, lo sa bene chi ha giocato a calcio: nulla di grave, solo la tensione e la frustrazione di un momento. A Marassi, invece, la reazione del portiere è stata opposta: nessun rimprovero, ma subito una mano tesa dopo un errore che aveva portato il Catanzaro in vantaggio allo scadere del primo tempo.
Sampdoria-Catanzaro, Vindahl consola Gartenmann dopo l’autogol: poi l’abbraccio a fine gara

Sampdoria, “pace fatta” tra Peter Vindahl e Stefan Gartenmann! L’accaduto
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Tra i due, del resto, c’è un legame particolare. Sono entrambi danesi e, naturalmente, nello spogliatoio parlano spesso. Gartenmann, pur avendo il passaporto svizzero e alcune presenze con la nazionale elvetica, è nato e cresciuto in Danimarca.
E il segnale più bello è arrivato al triplice fischio: Vindahl e Gartenmann si sono abbracciati, lasciandosi alle spalle l’autogol e le tensioni di Mantova. Un episodio che racconta una Sampdoria capace, almeno in questo caso, di restare unita anche dopo un errore.
E poi diciamocelo, la vittoria è la medicina che cura tutti i mali.



