La sconfitta contro il Monza? Matteo Monforte in Peccati di gol scrive di aver visto un altro Attilio Lombardo, un’ altra Sampdoria e per la salvezza…
Domenica mattina. Caffè macchiato, pezzo di focaccia e Il Secolo XIX. Al bar c’è sempre. Sfoglio il giornale fino a Peccati di gol. Questa volta non nascondo che ero particolarmente curioso di vedere cosa avrebbe scritto il mio amico Matteo Monforte dopo la sconfitta della nostra Sampdoria contro il Monza. Non mi ha deluso. Non lo fa mai, a dire la verità anche se non sempre la pensiamo allo stesso modo.
Allora cominciamo con una sacrosanta verità:
In questi anni perdere è stata quasi un’abitudine, una compagnia scomoda ma costante. Cadute diverse, tutte uguali nel risultato: un passo indietro, un’occasione che sfuma, 28.000 persone innamorate di una bandiera che se ne tornano a casa sconfitte.
Ma questa sconfitta “puzza” di qualcosa di diverso…
…Dentro la sconfitta di venerdì, finalmente, non ho visto rassegnazione. Non ho palpato quella solita sensazione vuota di chi ha già accettato il proprio destino. La Samp di Attilio Lombardo ha perso, è vero, ma per la prima volta, dopo tanto tempo, mi è sembrata una squadra che non accetta più di perdere…
Sampdoria, Matteo Monforte sa che questa squadra non è fatta per lottare
Sampdoria, Matteo Monforte: ho visto un altro Attilio Lombardo, un’ altra squadra…
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Matteo Monforte, con il cuore forse troppo legato al passato, aggiunge con rabbia:
…La cosa che più mi fa incazzare è che, se questa sciagurata società non avesse fatto tutti i casini che ha fatto, avremmo potuto avere Lombardo già dalla prima di campionato e, probabilmente, adesso staremmo scrivendo una storia completamente diversa, ma so che, comunque, non è tardi per il nostro traguardo, se pur misero e avvilente. Non è tardi per riuscire a salvarci e sperare in un cambiamento radicale l’anno prossimo
Ecco, io su questo punto non sono pienamente d’accordo. Non sul fatto che oggi Attilio Lombardo stia facendo qualcosa di unico, che nessuno fin qui (vedi Salvatore Foti e i suoi amichetti influencer) sono riusciti a fare. Ma sul fatto che la Sampdoria per il suo bene non debba sempre per forza guardare al passato, ai suoi gloriosi campioni di un tempo. La Sampdoria avrebbe avuto, e ha, bisogno di Giovanni Stroppa. Per fare un nome non a caso. Ma, scusa Matteo, non voglio rubare spazio. Questa è la tua rubrica:
So che Popeye non resterà dentro questa ennesima sconfitta, a subirla, ma proverà in tutti i modi a farla diventare qualcosa di diverso, un punto di rottura che non spezza, ma indirizza. Sono abbastanza convinto che il Monza non sia stata la solita brutta storia già vista, trita e ritrita, ma soltanto un passaggio scomodo. Un’occasione mancata che bisogna riscattare
E come si fa a riscattare una sconfitta? Con una vittoria, con la salvezza. Roba non da noi, c’è poco da dire. Ecco perché, guardando la classifica, io oggi, spero ancora in un miracolo.
Questa salvezza non è un’impresa da Sampdoria. Non lo è mai stata. Perché la Sampdoria non è fatta per il fango, non ha mai avuto gli anticorpi per le battaglie sporche, per le partite da strappare con i denti. È sempre stata altro: una squadra elegante, quasi una prima donna, l’eterna ragazza del ’46, abituata più a danzare che a combattere e che vive ancora, tra i suoi tifosi, di ricordi obsoleti, di presidenti e stili di vita che ormai non esistono più da quasi mezzo secolo. Lombardo lo sa, che questa volta dovrà essere qualcosa di nuovo…



