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Sampdoria, Marco Giampaolo ha perso la serenità…

di Massimiliano Lussana
Sampdoria Marco Giampaolo Serenità

In Casa Sampdoria c’è preoccupazione per la classifica e perché Marco Giampaolo sembra aver perso la sua serenità…

Credo che l’espulsione di Marco Giampaolo sia l’immagine di qualcosa che rischia di rotolare drammaticamente verso un dramma sportivo.

Erano gli ultimi minuti, la Sampdoria stava tentando disperatamente di recuperare, il Milan – in dieci da mezza partita – ormai giocava solo a mandare la palla lontana e tutto sarebbe servito tranne che un insulto all’arbitro (lo stesso mister blucerchiato ha ammesso “Gli ho dato del coglione”) che ha spezzato attacchi, azioni blucerchiate e concentrazione.

Però, per l’appunto, tutto questo è segno di poca o pochissima serenità, con la squadra tristemente nei bassifondi della classifica, continue finte aspettative sulla vendita della società che destabilizzano ulteriormente l’ambiente e su questo occorrerebbe riflettere seriamente: annunciare decine di volte che la vendita è vicina non avvicina la vendita, così come raccontare che gli Knaster della situazione (il compratore del precedente turno, visto come il salvatore della patria e descritto insieme al suo socio Dinan come l’uomo più ricco del mondo) sono la salvezza assoluta.

Per la cronaca, dopo non aver comprato la Sampdoria, Knaster ha comprato il Pisa. Risultato: oggi è ultimo in serie B, con cinque punti in meno del Sudtirol.

Sampdoria, la faccia di Lanna preoccupa più di quella di Giampaolo…

E poi le facce, a fine partite, la faccia perbene e sconsolata di Marco Lanna – che è l’immagine bella di questa Sampdoria, la sua unica speranza – allo stadio con la sua splendida signora, che emana la Bellezza della pulizia assoluta della famiglia, e i suoi due bimbi. La faccia zen di Alberto Bosco. La faccia in trance agonistica da bilancio di Gianni Panconi. E sono loro, insieme al capo dei revisori dei conti Marcello Pollio, le tre facce su cui contare in società, quelli che stanno provando a salvare la baracca. Che – va detto – è estremamente pericolante, in bilico su un baratro. E l’impressione è che non tutti remino dalla stessa parte.

Io penso – e l’ho detto ripetutamente – che a questo baratro, la scelta di Marco Giampaolo come allenatore abbia contribuito notevolmente nelle ultime due stagioni e credo che una svolta netta sia ineludibile. Anche oggi, al netto delle discussioni sull’arbitro, che non mi appassionano mai, ma proprio mai, abbiamo visto una squadra con un uomo in più (e se si discute di tutto allora si può discutere anche sul secondo giallo a Leao, ma per l’appunto, non mi appassiona il tema) farsi rimontare e poi lunghi ed estenuanti passaggini e passaggetti in mezzo al campo, sia pure meno del solito, va detto.

Sampdoria, tre soluzioni per il dopo Marco Giampaolo…

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Poteva anche pareggiare la Samp, ma non è questo il punto. Nè la Puntina.

Il Maestro non sarà in panchina alla Spezia (e può essere una buona notizia), ma spero che non lo sarà più: la sua analisi della sconfitta di Verona che parlava di cinque minuti di sbandamento racconta di una lucidità smarrita nel leggere le partite; il suo attacco alla società che parla troppo (“Dobbiamo avere una buona comunicazione. Se non buona, univoca. Voi avete troppi interlocutori all’interno del club, si crea dispersione e i pareri diversi non vanno bene perché generano crepe”) – e a me è sembrato pure a Lanna, ma sicuramente mi sbaglierò io – dell’altro giorno è un segno netto che qualcosa si è rotto. E non si può più riparare.

E a questo punto i casi sono tre: o si richiama D’Aversa, che è ancora sotto contratto e costa zero, o si dà la prima squadra a Tufano, che è già pagato. O si chiama Leonardo Semplici, che stasera era in tribuna, e che a Cagliari, come può testimoniare il mio amico Stefano Loffredo, ha fatto proprio ciò che servirebbe qui, subentrando a Eusebio Di Francesco. Dare serenità, tranquillità, normalità. Cose semplici. E soprattutto non costa moltissimo.

Sampdoria, Giampaolo deve recuperare Sabiri

Perché resto convinto che la squadra c’è: Sabiri ha confermato il suo momento pessimo, quasi irritante, Audero ha sulla coscienza il primo goal e avrebbe avuto anche il secondo, ma quest’anno non si può dirgli nulla, Bere non è più lui, Caputo non è messo in condizione di ricevere una palla, Villar al momento non è un valore aggiunto.

Ma abbiamo visto anche cose buone e ottime. Gabbiadini è una forza della natura, Augello è tornato positivo, Murillo si è ambientato benissimo in squadra, come se ci avesse sempre giocato, Alex Ferrari ha fatto il suo anche con la benda, Djuricic è alla migliore partita da tantissimo tempo, Verre è entrato molto bene…

Insomma, non è tutto da buttare, anzi.

Anche perché il Milan è una grande squadra, anche col freno a mano tirato.



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