Luca D’Angelo si prepara al debutto al Luigi Ferraris da allenatore della Sampdoria con tante difficoltà in squadra, sia numeriche che di personalità dell’organico, ma con poca “legna” proverà a incendiare Marassi
Il cammino di Luca D’Angelo è partito fortemente in salita. C’era da aspettarselo, perché la Sampdoria ha deciso di ingaggiarlo appena prima di tre partite in una settimana. E lui stesso, al momento in cui ha accettato, ben sapeva a cosa stava andando incontro. Compreso il fatto che, oltre alla classifica, in questo è deficitaria anche la rosa, con tante assenze. E infatti, alla vigilia della Virtus Entella, il tecnico blucerchiato lo ha ribadito:
Appena arrivato sapevo che avrei avuto subito difficoltà, principalmente due: il numero di giocatori non eccessivo a causa degli infortuni e il fatto di allenarsi poco per le tre partite in una settimana. Abbiamo fatto tre allenamenti completi, nemmeno ad intensità troppo alta, con undici-dodici giocatori da preservare perché si gioca subito
Le tante assenze sicuramente tolgono energie ai pochi che stanno bene e possibilità di scelte all’allenatore. Che però, fin dalla sua conferenza stampa di presentazione, aveva rimarcato una mancanza nella squadra: alcuni giocatori devono tirare fuori più personalità. Quella che serve a giocare al Luigi Ferraris con la maglia della Sampdoria. Perché, dice D’Angelo alla vigilia della sfida ligure, Marassi deve essere
Un valore aggiunto per noi: se non siamo in grado di reggere quella pressione vuol dire che non possiamo giocare nella Sampdoria, ne prenderemo atto e faremo altre scelte. Un detto dalle mie parti dice che bisogna accendere il fuoco con la legna che si ha, basta manovrarlo e il fuoco si accende lo stesso
Sampdoria, D’Angelo cerca la vittoria con la spinta dei tifosi

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Il proverbio usato da D’Angelo si potrebbe ricondurre a due aspetti della Sampdoria. Il primo è cercare di mettere in campo l’undici migliore con i pochi giocatori a disposizione. L’altro, sembra dire il tecnico, è quello di schierare quei calciatori che sono in grado di gestire le pressioni che derivano dalla maglia blucerchiata. Un problema che a Genova ci si porta dietro da tempo, visto che già Andrea Pirlo parlava di questo aspetto.
Fatto sta che la Sampdoria deve tornare a vincere al Luigi Ferraris (finora una vittoria e due sconfitte) per reagire e rialzarsi in classifica. Dovrà farlo contando sulla spinta dei suoi tifosi, che prima della gara sfileranno in corteo per protestare contro la società, ma nei 90 minuti nom hanno mai fatto mancare l’appoggio. E D’Angelo lo sa:
Le contestazioni non fanno mai piacere ma il dissenso va rispettato, i risultati ci sono contrari. Credo che la squadra debba mettere in campo tutto quello che ha, l’impegno e l’abnegazione massimi, e cercare di farsi aiutare dai tifosi che sono sicuro ci staranno vicino durante la partita



