Un’analisi tecnica dell’assetto Branco-Ariaudo e i parallelismi con le difficoltà incontrate da Milan e Juventus in Serie A
La nuova gestione della Sampdoria evidenzia una marcata insofferenza verso le norme della FIGC, preferendo costruire ruoli inediti che si muovono pericolosamente sul filo dei regolamenti. Joseph Tey, Nathan Walker e Jesper Fredberg dedicano costantemente tempo ed energie alla ricerca di possibili falle normative per inquadrare professionisti privi dei titoli necessari. L’ultimo caso riguarda Americo Branco, dirigente portoghese scelto come nuovo DS, il quale non risulta iscritto all’elenco ufficiale dei direttori sportivi in Italia. Per aggirare l’ostacolo, il club intende affiancargli Lorenzo Ariaudo come Direttore Tecnico “di facciata”, dato che quest’ultimo possiede l’abilitazione dal 2023.
La storia recente del calcio italiano suggerisce che la confusione nei ruoli dirigenziali porti raramente a grandi traguardi sportivi. La proprietà doriana sembra ispirarsi a modelli che hanno recentemente messo in difficoltà alcune big di Serie A.
Il Milan ha vissuto un lungo periodo di instabilità dopo l’addio di Massara nel 2023. La società promosse il francese Geoffrey Moncada a Direttore Tecnico, nonostante la mancanza di abilitazione in Italia. Per sanare la posizione, i rossoneri inquadrarono formalmente alcuni direttori sportivi “di copertura” come D’Ottavio, arrivando infine a ingaggiare Igli Tare nell’ultima stagione. Nonostante questi incastri burocratici, il campo ha emesso un verdetto impietoso: i rossoneri sono rimasti nuovamente fuori dalla Champions League.
Sampdoria e il rischio “prestanome”: Milan e Juventus insegnano che aggirare le regole non paga

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Ancora più complessa appare la situazione della Juventus, che ha adottato una struttura estremamente frammentata. I bianconeri hanno affidato il comando dell’area tecnica al francese Cristiano Modesto, un altro dirigente privo di patentino italiano. Per permettergli di operare, la società gli ha affiancato il ds abilitato Ottolini. Tuttavia, il vero dominus del mercato juventino rimane il Direttore Generale Comolli, anch’egli francese e non iscritto agli elenchi federali. Questa catena di comando confusa ha prodotto un risultato storico negativo: per la prima volta dal 1991 — l’anno dello scudetto della Sampdoria — Milan e Juventus hanno fallito contemporaneamente la qualificazione in Champions League.
In questo panorama di fallimenti dirigenziali, solo la Roma è riuscita a invertire la tendenza nonostante l’uso di figure non abilitate. Tra il 2021 e il 2025, il club giallorosso ha affidato la gestione sportiva a uomini come Tiago Pinto e Ghisolfi, entrambi operativi senza il titolo da ds in Italia. Quest’anno la Roma ha centrato la qualificazione in Champions. Ma la Roma ha Gasperini…



