Sampdoria, il blitz italiano di Joseph Tey nasconde un importante faccia a faccia con banche e istituti finanziari.
Joseph Tey ha recentemente concluso una breve visita in Italia, con tappe tra Milano e Genova, per affrontare alcuni dossier considerati fondamentali per il futuro della Sampdoria. L’obiettivo più evidente riguarda la governance del club. Tey appare sempre più intenzionato ad assumere ufficialmente la presidenza della Sampdoria.
Dietro il viaggio di Tey si nasconde però soprattutto una questione finanziaria di primaria importanza. La recente modifica nella composizione del capitale sociale della Sampdoria ha infatti attivato una clausola prevista negli accordi con gli istituti finanziari, nota come “change of control“. Si tratta di una norma che tutela i creditori in caso di cambiamenti nella proprietà di una società. In determinate circostanze, infatti, le banche possono decidere di rivedere gli accordi esistenti e chiedere il rimborso anticipato delle somme ancora dovute. Per la Sampdoria si tratta di un tema particolarmente sensibile. Un’eventuale richiesta di rientro immediato dei crediti comporterebbe un esborso nell’ordine di circa 25 milioni di euro, gran parte dei quali riconducibili alle esposizioni garantite dal gruppo Sace.
Sampdoria, Joseph Tey tratta con le banche per evitare il rimborso immediato di 25 milioni di euro

Joseph Tey Wei Jin (azionista Sampdoria)-Francesco De Gennaro (presidente Sampdoria)
Sampdoria, blitz di Joseph Tey in Italia. Il motivo
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Per scongiurare questo scenario, Tey ha avviato un confronto diretto con gli istituti coinvolti, chiedendo un “waiver“, ovvero una deroga che consenta di mantenere inalterati gli accordi oggi in vigore. La posizione della proprietà è chiara: dimostrare che il recente riassetto non ha modificato in modo sostanziale la gestione operativa del club e che, di conseguenza, non esistono le condizioni per applicare effetti penalizzanti legati alla clausola. L’obiettivo è preservare il piano di rientro già concordato, che prevede una rateizzazione pluriennale del debito, evitando così di dover sostenere un esborso immediato particolarmente oneroso.
Durante i colloqui sarebbe emerso anche un altro tema rilevante. Alcuni interlocutori finanziari avrebbero suggerito di mantenere una presenza italiana significativa nelle posizioni legali e nei ruoli più delicati del Consiglio di Amministrazione, così da garantire continuità e stabilità nella gestione.Tey, però, sembra orientato a seguire una strada diversa. L’imprenditore continua infatti a sostenere il principio secondo cui il controllo della società debba appartenere a chi investe direttamente le proprie risorse nel progetto. Per questo motivo punta a costruire una struttura manageriale sempre più internazionale e strettamente collegata alla nuova proprietà.



