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Sampdoria, non amo Ferrero ma è stato bravo

di Massimiliano Lussana

La puntina di Massimiliano Lussana ci porta a sulla Sampdoria costruita da Massimo Ferrero. Non è simpatico ma è stato bravo…

So che è assolutamente impopolare ciò che sto per scrivere: ma posso dire che io che non ho mai partecipato al coro di “Ferrero simpatico”, “Ferrero pittoresco”, “Ferrero valore aggiunto perchè fa conoscere la Sampdoria a livello nazionale” devo inchinarmi di fronte alla squadra fatta da Ferrero quest’anno?

Posso dire che avrà mille difetti, ma ha messo insieme un grande gruppo, con uno straordinario allenatore e conti più che a posto?

Posso dire che raramente ho visto la Sampdoria giocare bene al calcio come oggi? Posso dire che sono strafelice perchè il 3-0 alla Lazio potrebbe essere anche 6-0 e sarebbe ugualmente stretto?

Posso dire che Ranieri è il migliore allenatore di calcio che io abbia visto all’opera, anche con le sue uscite colorite come quando ha detto a Orsato, dopo un fallo a metà campo per cui è stato sanzionato il giocatore blucerchiato: “Aho, ma fra i due quello che è arrivato sulla palla era il mio, mica quell’altro”.

Con, qualche decina di minuti dopo, la splendida risposta di Orsato quando è arrivata qualche parola di troppo, forse una bestemmia (non di Ranieri, ovviamente) dalla panchina blucerchiata: “Signori, siamo vicini alle panchine e si sentono tutte queste cose. Posso dirvi che non va bene?”.

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E poi, per l’appunto, una Sampdoria stratosferica in ogni settore e in ogni uomo, addirittura superiore a quella già bellissima di Firenze, e mi piace citarli tutti, uno per uno: Audero, che quest’anno dà sicurezza a tutti; Augello, che è stato il migliore in campo, persino al di là del gol straordinario; Ekdal, sicurezza e goniometro in mezzo al campo; Verre, che quando è entrato è stato un valore aggiunto ulteriore, uno di cui non farei mai a meno, che ha difeso le palle come mai nessuno qui, commovente e straordinario nella bellezza del suo gioco; Keita, che è ancora minutino rispetto ai suoi standard, ma che ha dei movimenti che ti fanno innamorare; Adrian Silva, e che te lo dico affà…

Poi Jankto, che lo splendore è un’altra cosa, ma lui c’è, c’è sempre; Tonelli, che stasera faceva respirare sicurezza; Bereszynski, che è quello che mi convince sempre di meno, ma stasera è stato più che sufficiente pure lui; Quagliarella tornato Quagliarella; Candreva che ti fa respirare Calcio; Ramirez, nervosetto del nervoso di chi tiene a ciò che fa; Thorsby che riesce a stupirmi in positivo ogni volta di più; Leris, che è entrato benissimo, lottando su una palla come mai l’avevo visto fare; Yoshida, stasera perfetto samurai; Damsgaard, che è un predestinato e non solo per il gol.

Ma, posso dirlo? La Sampdoria dà sicurezza anche in tutti gli altri reparti: A cominciare da Enrico Castanini è in assoluto uno dei migliori manager che abbiamo a Genova, è sampdorianissimo e non è un caso che sia finito qui e poi ha un tocco di simpatia e di umanità che è un grande valore aggiunto; Pino Profiti è in assoluto il miglior manager di politica sanitaria che io conosca e anche lui è uomo del Cda di Ferrero; Marcello Pollio, che pure è genoano, è il migliore dei revisori dei conti possibili.

E ancora, Marco Ansaldo, il più grande esperto di Turchia in Italia, grande giornalista e persona perbene.

E Silvia Salis, con Enrico Brizzi, che sono due miei miti, sportivamente, cinematograficamente, umanamente e già incontrarli è una sceneggiatura, di cui già sogno il sequel, che abbiamo tratteggiato nel soggetto e promette di essere un kolossal. Insomma, si vola alto al Ferraris.

E quando gli altoparlanti hanno fatto partire le note di Rino Gaetano e di “Il cielo è sempre più blu” ho sentito profumo di Europa, almeno League…



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