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Sampdoria, Bellucci: quella maglia un grande amore e con Cassano…

di Mauro Bini
Sampdoria Bellucci Cassano

Claudio Bellucci non dimentica il suo passato con la maglia della Sampdoria, la coppia con Cassano e i goal sotto la Gradinata Sud

Claudio Bellucci, è cresciuto all’ombra della Lanterna con le onde del Mar Ligure a fare da sottofondo alle sue giornate. Arrivato nel settore giovanile blucerchiato dallo Lodigiani è diventato giocatore nella Sampdoria, accudito da un certo Roberto Mancini.

Nonostante abbia lasciato la Sampdoria nel 2010 dopo aver disputato 98 gare con 20 reti nei passaggi tra il 1993 e il 1996 con in mezzo la breve parentesi al Fiorenzuola e poi dal 2007 al gennaio 2010 una fetta importante della carriera del giocatore di Roma.

Claudio Bellucci non ha dimenticato la sua Sampdoria, e che fatica con Cassano…

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Proprio sull’ultima parte della sua esperienza con la maglia della Sampdoria ha parlato a grandhotecalciomercato.co. Ha rivissuto quelle annate, che hanno fatto sognare la Gradinata Sud e tutto il tifo blucerchiato e il suo ‘faticoso’ rapporto con Antonio Cassano:

Mazzarri, nei due anni insieme alla Samp, me lo diceva sempre. ‘Siete tu e Cassano, magari torni l’80% delle volte tu, e il 20% lui’. Il primo anno segnai 12 gol io e 9 Antonio; il secondo 5 e 12: non è andata così male, anche se uscivo sfinito”, ride. Il ricordo della Sampdoria è per lui quasi tutto: si è trasferito a Genova a 13 anni, selezionato quando giocava nella Lodigiani. “In Liguria sono la mia casa e il mio cuore

Bellucci ha chiuso raccontando anche una delusione vissuta all’ombra della Lanterna:

Mi ricordo ancora come mi ero sentito dopo la stagione al Venezia in Serie B. Era l’estate del ‘97, avevo segnato 20 gol in 33 gare e speravo che la Samp mi desse una possibilità. Invece, rientrato dal prestito mi comunicarono che ero stato ceduto in comproprietà al Napoli. Ci sono stato male per qualche giorno. Poi mi sono detto che sarei andato in una delle società storiche del nostro calcio: l’ho presa con entusiasmo. Ma me l’ero legata al dito, sapevo che prima o poi sarei tornato”. Quattro anni in Campania a corrente alternata, dove, dopo la retrocessione, riconquista la promozione, poi sei stagioni a Bologna in cui diventa un simbolo. Quindi, riecco la Samp: nuova esperienza, nuove soddisfazioni, prima di chiudere a Modena (con una breve parentesi a Livorno) nel 2011. Quella in blucerchiato è stata la storia della sua vita. Quella con la Juventus, l’esperienza sfiorata.



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