Attilio Lombardo finisce la stagione da allenatore della Sampdoria, esperienza cominciata con un cuore disegnato a Bogliasco e finita con emozioni indescrivibili
Da un cuore disegnato a Bogliasco al cuore pieno di emozioni al fischio finale di Sampdoria-Südtirol, con l’obiettivo centrato e tutto lo stadio che inneggia il suo nome. Attilio Lombardo ha chiuso la sua prima stagione da allenatore blucerchiato con la salvezza raggiunta. Ancora non si sa se sarà pure l’unico campionato in cui Popeye farà il tecnico, ma resta la missione completata, la nave portata in porto tranquillamente.
Un compito molto difficile per come era cominciato, dopo la sconfitta per 3-0 di Frosinone in cui la squadra non era praticamente scesa in campo. Lombardo ha raccolto lì la Sampdoria e per risollevare tutti è voluto partire da un elemento ben preciso: il cuore. Quello che ci ha sempre messo. E che lo fa pensare a una delle immagini che gli rimangono più impresse di questi mesi da allenatore:
Mi viene in mente la mia prima partita col Venezia che non era facile, perché venivamo dalla contestazione di Frosinone. Mi resta dentro la mia prima riunione tecnica fatta prima del Venezia, ho disegnato sul foglio bianco un grande cuore dentro cui ho messo tutti i giocatori della Sampdoria. La mia prima frase che ho detto è che noi dobbiamo essere dentro questo cuore. L’hanno presa veramente con grande intenzionalità, questa è una cosa che mi porto dietro
Sampdoria, Lombardo: “Mi porterà dietro per tutta la vita il Ferraris pieno che canta il mio nome”
Sampdoria, Attilio Lombardo: ecco l’immagine più bella che mi porterò dentro. E quel cuore disegnato a Bogliasco…
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Ma se c’è un’immagine che resterà per sempre nel cuore e nella mente di Lombardo non è l’inizio della sua avventura da allenatore della Sampdoria. Nemmeno la fine con la Reggiana. Sono quegli attimi al termine della partita col Südtirol, che lo avevano fatto commuovere già nei giorni scorsi. Emozioni da brividi:
Logico che però la cosa più bella e irripetibile è passare quei momenti come col Südtirol. Qualcuno magari li passa da giocatore, ma non ho mai sentito così scandire il mio nome da tutto lo stadio. Ed è stato da brividi. Penso sia l’immagine più bella che mi porterò dietro per la vita



