Tra la Sampdoria e Andrea Mancini è solo un arrivederci. Il sogno è quello di poter tornare a Genova insieme a suo padre
La storia è bella. Da romanzo. Parole d’amore che non cambiano mai come il finale…
Quella con la Sampdoria, dice Andrea Mancini in una lettera aperta a La Repubblica,
È un legame indissolubile, che parte del 1982, quando mio padre è arrivato. Era ragazzino, è andato via uomo. Nessuno potrà mai rompere questo rapporto viscerale…
Vero, verissimo. Lo ripete come se fosse una lezione da ripetere all’esame di riparazione:
La Sampdoria è, per me, come il Real Madrid
Ma anche:
…Bastava andare a Bogliasco, entrare allo stadio per le partite e sentire “Lettera da Amsterdam” per provare delle emozioni indescrivibili…
E anche questa:
Per il blucerchiato sento un amore viscerale, la Sampdoria ti entra dentro. Difficile da spiegare con le parole
Sia chiaro. Sono parole a cui credo. Parole che però ho già sentito troppe volte. E ora per quanto mi riguarda non è più tempo di parole. E la società di oggi, per tornare alla strettissima attualità, lo sa.
Sampdoria, Andrea Mancini vuole ritornare a Genova con suo padre Roberto
Sampdoria, Andrea Mancini: è un arrivederci. Il sogno è tornare con mio padre
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La promessa, che vorrei che si fosse realizzata ieri e non domani, è quella di tornare a Genova. Tornare insieme lui (Andrea, oggi direttore sportivo del Cesena) e suo padre Roberto (dopo la Nazionale, dopo il prossimo Europeo e pure il Mondiale del 2030 ovviamente. Ma tra quanti anni? All’età di Claudio Ranieri…).
Per me è un arrivederci, il cerchio non è stato interrotto in modo naturale, sento che dobbiamo ancora scrivere tante pagine. Sono convinto di questo. Ho potuto indossare, da dirigente, i colori della Sampdoria, il mio sogno fin da bambino. Ora ho un nuovo sogno: poter lavorare insieme a mio padre alla Sampdoria



