Negli accordi tra Tey e Manfredi propedeutici alle dimissioni dell’ex presidente ci sarebbe anche la clausola di nominare un advisor che curi la cessione della Sampdoria
La Sampdoria, da circa un mese e mezzo, è interamente nelle mani di Joseph Tey e di Nathan Walker. Lo scorso 24 aprile Matteo Manfredi si è dimesso facendosi da parte per il bene della società, visto che il maggior azionista aveva messo alle strette il presidente. Facendogli capire che, se non avesse fatto un passo indietro, non avrebbe più immesso liquidità nel club rischiando di non far rispettare le scadenze.
Manfredi ha lasciato dunque la Sampdoria nelle mani dell’investitore di Singapore e del suo braccio destro dell’Isola di Man. Ma gli equilibri societari potrebbero non rimanere così a lungo. E anche questo grazie all’ormai ex presidente.
Perché negli accordi che hanno portato alle dimissioni di Manfredi non c’è stato un acquisto vero e proprio delle quote, avvenuto a una cifra praticamente simbolica. Ma le parti hanno sottoscritto nello specifico una clausola che, come rivela il Secolo XIX, è propedeutica alla nomina di un advisor che si occupi della cessione della Sampdoria. E questa nomina deve avvenire entro il 30 giugno.
Sampdoria, Tey deve nominare un advisor entro il 30 giugno: la clausola voluta da Manfredi che può portare alla cessione

In pratica è come se Manfredi avesse accettato di farsi da parte, lasciando a Tey e Walker la società che lui aveva salvato con Andrea Radrizzani nel 2023. Però allo stesso tempo avesse preteso e ottenuto che l’unico proprietario del club blucerchiato entro questo mese nomini qualcuno che porti alla cessione della Sampdoria stessa.
Chiaramente questo potrebbe non avvenire a breve, visto che entro il 30 giugno deve avvenire la nomina dell’advisor e poi solo dopo si partirebbe con le trattative, due diligence e tutti i passaggi. Ma si tratta di uno step che di fatto vincola Tey, prima o poi, a cedere la società. E non si esclude che una parte della cifra a cui andrà venduta la Sampdoria vada nelle casse di Manfredi, che di fatto ha ceduto il 42% delle quote del club senza guadagnarci nulla.



