Sfumato Davide Possanzini per il nodo staff, Pecchia resta un’operazione complessa. Torna viva la pista internazionale di Walker.
Il casting per il nuovo allenatore della Sampdoria si trasforma in un vero e proprio giallo estivo proprio mentre Jesper Fredberg prepara i bagagli per le vacanze. Quella che sembrava una corsa ormai decisa verso una soluzione italiana ha subito una brusca frenata nelle ultime ore.
Il matrimonio tra la Samp e Davide Possanzini non s’ha da fare, e il motivo non riguarda i soldi o la durata del contratto. Come rivelano le notizie delle ultima ore, il tecnico di Loreto ha detto “no” alla Sampdoria per una questione di coerenza professionale legata ai suoi collaboratori. Possanzini pretendeva di portare con sé il suo intero staff composto da otto persone, un gruppo di fedelissimi con cui ha lavorato in quel di Mantova.
Jesper Fredberg ha però opposto un netto rifiuto, seguendo una strategia aziendale che prevede uno staff tecnico già parzialmente ingaggiato dalla società — inclusi nomi come Thomassen, Brunner, Ferri e Attilio Lombardo. Il CEO blucerchiato ha offerto a Possanzini la possibilità di inserire solo 3 o 4 uomini di fiducia, portando alla rottura definitiva. Senza poter portare tutta la sua squadra di lavoro, l’allievo di De Zerbi ha preferito declinare, virando verso il Südtirol di Matteo Lovisa.
Allenatore Sampdoria, Pecchia resta un rebus: tra l’ingaggio da 600mila euro e il nodo delle garanzie tecniche

Panchina Sampdoria, ora può tornare viva la pista straniera di Nathan Walker. La situazione
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Con Possanzini ormai fuori dai giochi, le attenzioni si sono spostate nuovamente su Fabio Pecchia, lo “specialista” delle promozioni. Tuttavia, la strada che porta all’ex tecnico del Parma è disseminata di ostacoli economici e tecnici. Pecchia è ancora legato al club emiliano da un contratto fino al 2027 e non sembra intenzionato a fare sconti sul suo ingaggio, che tocca i 600.000 euro netti. Oltre al peso finanziario, Pecchia esige garanzie tecniche ferree sulla rosa. Il tecnico vuole una squadra immediatamente competitiva per il vertice.
In questo scenario di incertezza, riprende quota l’ipotesi internazionale tanto cara alla proprietà. Nathan Walker, il braccio destro di Joseph Tey, spinge da tempo per un tecnico di “fama internazionale”. Walker aveva promesso ai tifosi un nome estero di spessore e ora, con le opzioni italiane in affanno, intende far valere la sua visione strategica.
Nomi come Ryan Mason e Bo Henriksen tornano dunque attuali. Questa deriva esterofila non convince però pienamente Branco e Fredberg. Il direttore sportivo portoghese, pur essendosi presentato con un italiano perfetto, preferirebbe un profilo che conosca già le insidie della Serie Bkt per evitare i rischi di un nuovo “caso Donati”. Fredberg si trova nuovamente nel mezzo a fare da mediatore tra l’anima internazionale della proprietà e le necessità di campo del suo DS.



