La panchina dell’Italia cerca ancora un ct e Gianluca Pagliuca spera nel ritorno di Roberto Mancini, ma non sarebbe dispiaciuto di Allegri
La Nazionale italiana di calcio deve ripartire dopo il disastro Mondiale costumatosi in Bosnia-Erzegovina. E oltre al nuovo presidente federale, una delle prime, cruciali scelte sarà sicuramente quella del commissario tecnico che prenderà il posto di Rino Gattuso, al di là dell’interregno di Silvio Baldini che farà da traghettatore fino a giugno.
E il nome giusto potrebbe essere quello di Roberto Mancini. L’ex ct, ora tecnico dell’Al-Sadd in Qatar, tornerebbe volentieri a ricoprire il ruolo di guida dell’Italia, che ha guidato dal 2018 al 2023 vincendo gli Europei 2021. Il Mancio è tra i candidati della prima ora e c’è chi fa il tifo per lui. Ad esempio Gianluca Pagliuca, suo compagno nella Sampdoria scudettata, che in un’intervista a RadioSerieA ha detto di veder bene Bobby gol o Massimiliano Allegri alla guida degli Azzurri:
Se potessi scegliere il nuovo ct, da ex compagno di squadra e amico, sceglierei Mancini. Lui tornerebbe volentierissimo. Però anche Allegri sarebbe la persona giusta, ha fatto tanto a livello di club e ha voglia di allenare la Nazionale. Vedrei benissimo loro due
Italia, Pagliuca: “Vedrei bene Allegri e Mancini. Roby si comportava già da allenatore in campo alla Sampdoria”

Panchina Italia, Gianluca Pagliuca candida Roberto Mancini. Le parole
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Pagliuca fa il nome di Mancini per prima cosa in quanto amico. Ma poi anche perché conosce bene la personalità e la professionalità dell’ex compagno in blucerchiato. Un attaccante che già faceva l’allenatore in campo da calciatore:
Sapevo che Mancini sarebbe diventato un grande allenatore. Lo avrei detto anche di Vialli, che infatti ha vinto col Chelsea. Roby si sapeva che lo avrebbe fatto, tante volte discuteva con Boskov per determinati movimenti. Si capiva che poteva farlo
E restando in tema di allenatori Pagliuca si è lasciato andare anche a un ricordo di Vujadin Boskov, proprio nel giorno in cui ricorre il dodicesimo anniversario della morte:
Boskov? Il suo segreto era l’esperienza, aveva allenato squadre molto importanti, è venuto alla Sampdoria con dei grandi giocatori, lui è stato molto bravo a non darci pressione. Te la metteva se vincevi, se perdevi sdrammatizzava e cercava di farci ridere, mentre quando vincevamo voleva tenerci sul pezzo. Boskov è stato l’allenatore che ha creduto in me, che mi ha sempre sostenuto e criticato, qualsiasi cosa succedesse la colpa era la mia perché ero il più giovane. Ma è stato fantastico, ricordo indelebile



