La petizione “Per un calcio giusto e popolare”, lanciata dagli Ultras di tutta Italia e firmata anche dai tifosi della Sampdoria, è arrivata in Senato
Le richieste di decine di migliaia di tifosi di tutta Italia sono arrivate in Senato. A distanza di tre mesi dal lancio, la petizione “Per un calcio giusto e popolare”, ideata da numerosi gruppi Ultras di squadre da Nord a Sud, è stata presentata nelle scorse ore nell’Aula Convegni di via degli Staderari a Roma, ad opera del senatore Antonio De Poli.
Si tratta della tappa finale della petizione che ha raccolto 150mila firme a partire da inizio marzo. Quando molte tifoserie organizzate hanno chiamato a raccolta i sostenitori delle squadre per sottoscrivere i 7 punti delle richieste da avanzare al Senato.
A partire dai campionati meritocratici (esclusione delle seconde squadre dei grandi club), passando ai prezzi accessibili dei biglietti e agli orari delle partite rispettosi dei lavoratori e dei tifosi. Fino poi alla richiesta di stadi a misura di tifosi, di tutela delle trasferte per i sostenitori senza divieti, dello stop alle misure ingiuste e sproporzionate e infine di avere regole stringenti sulle multiproprietà.
Movimento Ultras, oltre 120 tifoserie per 150mila firme: la petizione “Per un calcio giusto e popolare” è arrivata in Senato

Movimento Ultras, la petizione “Per un calcio giusto e popolare” è arrivata in Senato: oltre 150mila le firme
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Dopo due mesi di firme e una di raccolta e formalizzazione della domanda, nella mattinata del 17 giugno il senatore De Poli, insieme agli avvocati Giovanni Adami (foro di Udine), Federico Paravento (Vicenza), Fabio Tulimiero (Avellino), Giulio Ciabattini (Arezzo) e Antonio Radaelli (Como) ha presentato e illustrato i contenuti della presentazione. Il senatore ha detto che
Sono diverse le richieste: prezzi più accessibili per gli stadi, rafforzare il legame fra squadre e territori e no al cosiddetto ‘calcio-spezzatino’, visto che per molti seguire in trasferta la propria squadra del cuore il lunedì sera diventa impossibile. Il calcio non è solo spettacolo e business ma è prima di tutto comunità, un linguaggio che unisce generazioni diverse, che lega i territori. Con questa iniziativa vogliamo riportare al centro il valore sociale dello sport
De Poli ha poi parlato di una
frattura sempre più evidente: da una parte il calcio popolare, fatto di passione e partecipazione; dall’altra parte un sistema sempre più orientato a logiche economiche che rischiano di allontanare il calcio da chi lo tiene vivo, ovvero i tifosi. E’ un segnale che non possiamo permetterci di ignorare
Tra le oltre 120 tifoserie firmatarie c’è anche quella della Sampdoria, con i sampdoriani che hanno avuto modo di sottoscrivere la petizione dal 14 marzo (giorno della partita col Venezia) fino a inizio maggio.



