Più ci si avvicina al Mondiale più scoppia il primo caso di questo Mondiale 2026, la squadra protagonista è quella di Haiti…
Il ritorno di Haiti sul palcoscenico della Coppa del Mondo dopo 52 anni di assenza si apre con un caso politico e stilistico destinato a far discutere. La Fifa ha imposto alla selezione caraibica il cambio immediato della maglia ufficiale scelta per il torneo, giudicando il suo design in aperta violazione dei regolamenti che vietano messaggi ideologici sul terreno di gioco.
Lo sponsor tecnico Saeta ha confermato la rimodulazione della divisa dopo che il massimo organismo del calcio internazionale ha ravvisato elementi visivi che “potevano essere interpretati come una presa di posizione politica”.
Mondiali 2026, scoppia il caso della maglietta di Haiti…
Mondiali 2026, c’è già il caso Haiti per la maglia. La situazione
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L’oggetto della discordia è una dettagliata illustrazione della Battaglia di Vertières del 1803, lo scontro decisivo in cui le forze haitiane sconfissero l’esercito napoleonico. Quell’evento aprì la strada all’indipendenza del 1804, sancendo la nascita del primo Stato americano ad abolire la schiavitù e dell’unico Paese al mondo nato da una rivoluzione promossa dagli schiavi.
Sebbene il produttore non abbia diffuso i dettagli grafici modificati per la versione finale, la decisione della Fifa disinnesca un potente simbolo di identità nazionale. Una scelta burocratica che spegne lo spirito combattivo che Haiti voleva mostrare con orgoglio agli occhi del mondo.



