Mondiale 2026, il Senegal licenzia il medico dopo 10 anni: era un ginecologo. La clamorosa rivelazione della Federazione
Tra i tanti cortocircuiti logistici e organizzativi che spesso caratterizzano le spedizioni dei Mondiali, la storia che arriva dal ritiro del Senegal rischia di aggiudicarsi di diritto il premio per l’aneddoto più bizzarro dell’edizione 2026. Non si tratta di un ritardo nei voli, di un campo d’allenamento impraticabile o di divise smarrite, ma di un dettaglio sanitario rimasto sotto traccia per ben un decennio: il medico della squadra era, in realtà, un ginecologo.
A rivelare il retroscena surrealista è stato lo stesso presidente della federcalcio senegalese, Abdoulaye Fall, durante la conferenza stampa di chiusura di un Mondiale decisamente da dimenticare. Con ammirevole candore, il numero uno del calcio locale ha ammesso davanti ai giornalisti che il dottor Fedior, presente nello staff della Nazionale da ormai dieci anni, non possedeva affatto il profilo accademico o la specializzazione idonea per occuparsi della preparazione fisica e dei traumi muscolari di atleti professionisti.
La scoperta — o per meglio dire, la presa di coscienza ufficiale — è arrivata dopo le crescenti perplessità manifestate all’interno dello spogliatoio.
Mondiale 2026, il Senegal si prende ancora la scena…
Mondiale 2026, il Senegal stupisce ancora: il medico sociale è un ginecologo. Il racconto
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I giocatori, abituati ai ritmi e alle sollecitazioni del calcio d’élite europeo, da tempo storcevano la bocca di fronte a diagnosi e trattamenti che poco avevano a che fare con la medicina dello sport. Una convivenza al limite del paradossale, durata ben un decennio tra le perplessità dei calciatori e il silenzio dei vertici federali, chiusasi definitivamente con l’annuncio del licenziamento del medico.
La cacciata del dottor Fedior rappresenta così l’ultimo, grottesco tassello di una spedizione iridata segnata da polemiche e disorganizzazioni per la selezione africana. Un episodio che lascia un misto di ilarità e sconcerto, dimostrando come a volte, anche ai massimi livelli del calcio mondiale, la realtà sappia superare di gran lunga la fantasia.



