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Lo Zenit rivuole Rigoni

di Filippo Tudisco

Con Ranieri, l’attaccante argentino non trova spazio e si fa sempre più concreta l’ipotesi di un ritorno in Russia dove lo Zenit San Pietroburgo è pronto a riprenderlo a braccia aperte

 

Dalla Russia (ritornaci) con amore. Questo non è un film perchè se lo fosse non avrebbe un lieto fine. Minuto 72 di Sampdoria-Udinese: Rigoni si scalda da diverso tempo vicino alla panchina e sembra pronto ad entrare in campo come ultimo cambio. Pochi minuti dopo Ranieri cambia idea, chiama Caprari ed entra subito al posto di un dolorante Quagliarella. A Emiliano non resta che rimettersi la tuta, sedersi in panchina e pensare al futuro…

Perchè non gioca più Rigoni? Ranieri ha provato a dare una giustificazione: “Mi serviva un attaccante che potesse dare fastidio ai difensori centrali dell’Udinese e ho scelto Gianluca… Gli altri ragazzi che sono rimasti in panchina si allenano bene, ma non devono demoralizzarsi perché arriverà anche il loro momento”. Ma non basta per chiudere il caso di un giocatore che come successo con l’Atalanta sta incontrando difficoltà a imporsi e l’ennesima partita guardata dalla panchina alimenta ulteriori dubbi sulla sua riconferma in maglia blucerchiata già da gennaio…

Dubbi pochi a dire il vero perchè lo Zenit San Pietroburgo è a un passo dalla qualifizione agli ottavi di Champions League che gli permeterebbe di far valere una clausola del contratto firmato con la Sampdoria e riprendersi Emiliano Rigoni nella prossima finestra di mercato. E lo Zenit ha già comunicato l’intenzione di far valere questo suo diritto perchè crede nel giocatore, nelle sue qualità.

Per fortuna nell’operazione chiusa a fine agosto da Massimo Ferrero c’è una via d’uscita d’emergenza: perchè i restanti 9 milioni di riscatto obbligatorio sarebbero condizionati dal numero di presenze in campo fissate a 25. La stessa clausola che condizionò Giampaolo e Tonelli che chiuse la stagione forzatamente in panchina forzata.

Nella lista degli ‘esuberi’ di Ranieri c’è anche il nome di Rigoni che difficilmente potrebbe essere girato in qualche altro club in Italia (ci vorrebbe anche il consenso dello Zenit e soprattutto un’offerta) e così la Sampdoria per far spazio in avanti deve sperare che Semak non cambi idea e spinga, come sta facendo, per riprendersi l’attaccante argentino.

E poi gli equilibri della Sampdoria oggi sono ancora precari e Ranieri considera l’ex Estudiantes tatticamente un giocatore ancora troppo anarchico.

 



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