Gigi Cagni è tornato ancora all’attacco di Lele Adani: la querelle con il suo ex giocatore continua a distanza
Tra Gigi Cagni, ex allenatore, tra le altre, di Genoa e Sampdoria, e Lele Adani, suo giocatore all’Empoli, continuano a volare gli stracci. Sono continui, ormai, i botta e risposta tra i due, con l’ulitmo attacco rivolto proprio dall’ormai ex allenatore.
In un’intervista a La Repubblica, Cagni non ha esitato a etichettare Adani come “inascoltabile” per le sue telecronache della Nazionale, di cui è la seconda voce per la Rai:
Cosa mi ha fatto Adani? Proprio niente, e io non ho fatto niente a lui. Mai litigato. È stato un mio calciatore nell’Empoli ma giocava poco, per me non era un titolare. E’ inascoltabile, un guru di quelli che pensano di aver inventato il calcio, ormai prigioniero del proprio personaggio. Esagera sempre. In realtà è molto debole: mi ha attaccato anche se non alleno da sette anni, e sui social lo hanno massacrato tutti.
Gigi Cagni e Adani: Martellini e Pizzul non erano maleducati…

Gigi Cagni ancora all’attacco di Lele Adani: si crede un guru, ma è inascoltabile. Per me ha chiuso con la Rai…
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Secondo Cagni queste uscite potrebbero anche costare il posto ad Adani:
Secondo me la Rai non gli rinnoverà il contratto, per me ha chiuso.
Si tratta, per Cagni, di una generazione che non ha personalità. Il paragone è di quelli pesanti, con Beppe Bergomi nel 1982:
Colpa di una generazione di calciatori senza personalità, sono figli e nipoti fragili. Guardate gli occhi da belva di Beppe Bergomi nell’82, prima di sostituire Collovati contro il Brasile: aveva 18 anni e le pupille iniettate di sangue. E poi guardate gli azzurri in lacrime sul campo in Bosnia, osservate come si disperano con le mani tra i capelli. Il mio allenatore delle giovanili del Brescia ci diceva: non vi venga mai in mente di fare scene dopo aver segnato un goal o dopo averlo preso, abbiate rispetto.
Secondo Cagni, poi, nei commentatori c’è anche la maleducazione. Il riferimento, implicito è ancora ai guru citati nella prima risposta. Il paragone, anche qui, è con grandi giornalisti del passato come Nando Martellini o Bruno Pizzul:
Io ho vissuto per mezzo secolo in campo, 20 anni da giocatore e 30 da allenatore, conosco la storia ma non ho mai avuto le certezze che in tanti invece esibiscono. In Rai mi intervistavano giornalisti come Nando Martellini o Bruno Pizzul, potevano criticare, ma non si sarebbero mai permessi certi giudizi maleducati.



