Durante il Festival dello Sport, Massimo Mauro ha parlato di Luca Vialli, che avrebbe fatto allenatore o presidente solo in due piazze
Il ricordo di Gianluca Vialli continua a vivere attraverso le persone che hanno condiviso con lui momenti importanti della carriera e della vita. Al Festival dello Sport di Trento, durante il panel “Vialli forever”, è intervenuto anche Massimo Mauro, ex compagno di Vialli alla Juventus, che ha raccontato alcuni aspetti meno conosciuti della personalità e del percorso dell’indimenticato attaccante della Sampdoria.
Mauro ha ricordato soprattutto il rapporto tra Vialli e il gruppo blucerchiato, sottolineando la capacità dell’attaccante di creare legami fortissimi all’interno dello spogliatoio e di mettere l’amicizia al centro del progetto. Un aspetto fondamentale anche nella conquista dello Scudetto del 1991, il più grande trionfo della storia della Sampdoria.
Ero invidioso di come lui riusciva a tenere unita la Samp per arrivare a vincere lo scudetto. Io ero alla Juventus in quel periodo ma da lontano invidiavo questo aspetto che c’era grazie a lui: la sua Samp metteva davanti a tutto l’amicizia”, ha confidato.
Nel corso dell’intervento è emerso anche un retroscena particolare sulle ambizioni di Vialli dopo la carriera da calciatore. Mauro ha raccontato infatti che l’ex attaccante aveva ricevuto diverse proposte, ma aveva idee molto precise sul proprio futuro nel mondo del calcio.
Ricordiamo cosa ha combinato alla Samp: ha creato il suo ambiente e ha vinto lo scudetto. C’è una cosa che non ho mai raccontato. Lui avrebbe fatto l’allenatore solo alla Juventus ed alla Sampdoria. Ha ricevuto proposte straordinarie, ma lui ha detto no dicendo: se faccio l’allenatore, solo Juventus o Sampdoria. Lo chiamò il Parma di Tanzi, la Roma. Lui avrebbe dovuto fare il presidente o di una squadra di calcio e anche in quel caso solo per Samp o Juventus – o della FIGC. Non dico questo perché fosse superbo, ma perché lavorava bene solo se riusciva a creare le condizioni anche dal punto di vista umano. Quindi altre squadre non se le sentiva come Samp e Juve.
Festival dello Sport, Massimo Mauro:
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Un legame con la Sampdoria che, secondo il racconto di Mauro, sarebbe rimasto speciale anche nelle ipotesi legate a un futuro da allenatore o dirigente. Vialli avrebbe infatti individuato proprio nei blucerchiati e nella Juventus le due realtà nelle quali avrebbe voluto continuare il proprio percorso nel calcio.
Spazio anche al periodo vissuto da Vialli in Nazionale, con Mauro che ha ricordato la felicità dell’ex attaccante quando gli venne affidato un nuovo ruolo al fianco di Roberto Mancini.
Lì era l’uomo più felice del mondo, quando lo chiamò Gravina rispose: ‘Firmo fra mezz’ora’. Era davvero contento di tornare ad occuparsi della Nazionale e di lavorare al fianco di Roberto (Mancini)
Infine, un passaggio particolarmente toccante sulla malattia. Anche nei momenti più difficili, Vialli continuò a lasciare un segno profondo nelle persone che gli stavano accanto.
Anche nella malattia stargli accanto era un piacere. Era lui a metterti a tuo agio. Lui ovviamente non poteva essere a suo agio, ma tu accanto a lui non ti sentivi a disagio
Parole che raccontano ancora una volta un Vialli capace di lasciare qualcosa ben oltre il campo. Per la Sampdoria, resta soprattutto l’uomo simbolo di una squadra entrata nella storia, ma anche una figura il cui ricordo continua a essere tramandato da chi ha avuto la fortuna di conoscerlo.




