In occasione del Festival dello Sport a Trento, Riccardo Vialli nipote di Luca ha parlato di suo zio e del suo essere leader
Ci sono leggende che non smetteranno mai di vivere nel cuore dei tifosi della Sampdoria. Una di queste è senza dubbio Gianluca Vialli, simbolo dello storico Scudetto del 1991 e di una delle pagine più belle della storia blucerchiata. Un campione scomparso troppo presto, dopo una lunga battaglia contro una grave malattia, ma il cui ricordo continua a essere più vivo che mai.
In occasione del Festival dello Sport di Trento, durante il panel “Vialli forever” andato in scena al Teatro Sociale, è intervenuto Riccardo Vialli, nipote dell’indimenticato attaccante blucerchiato. Ai microfoni di TMW ha raccontato alcuni aspetti meno conosciuti della vita dello zio, partendo proprio dai ricordi dell’infanzia e dal rapporto che Gianluca riusciva a costruire con le persone che lo circondavano.
Lui era un ragazzo che aveva voglia di giocare a calcio e che voleva divertirsi, in ogni squadra in cui è andato ha creato legami profondi. Sento parlare persone che lo hanno conosciuto anche meglio di me, visto che per me era uno zio che viveva in un’altra città e che però non ha mai fatto mancare il suo amore e la sua presenza
Festival dello Sport, Ricky Vialli: ecco chi era Luca

Festival dello Sport, Riccardo Vialli: Luca un leader anche nei momenti di tensione. Le parole
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Non soltanto un fuoriclasse sul terreno di gioco, ma anche una persona capace di trasmettere allegria e leggerezza. Riccardo ha ricordato il carattere di Vialli, la sua capacità di essere un leader anche fuori dal campo e di affrontare i momenti di tensione senza perdere il sorriso.
Sì, si faceva notare ovunque andasse. Permettetemi il termine: sapeva essere anche un ‘cazzaro’, vivere con leggerezza. Era un leader che sapeva sdrammatizzare i momenti di tensione con momenti comici
Nel corso dell’incontro non è mancato nemmeno un passaggio particolarmente interessante per i tifosi della Sampdoria. Riccardo è infatti tornato sul legame tra lo zio e il mondo blucerchiato, ricordando anche la vicenda che aveva visto Vialli interessato alla possibilità di diventare presidente del club. Un’occasione per ripercorrere inoltre il rapporto tra Genova e Cremona, due città importanti nella carriera dell’ex attaccante.
Sì, l’ho seguita la vicenda. Negli anni in cui Luca era alla Samp c’era una sorta di gemellaggio fra Samp e Cremonese, loro vennero a giocare nello stadio della Samp quando lo stadio era in ristrutturazione



