Stefano Lucchini ripercorre lo storico quarto posto della Sampdoria del 2010 e analizza il difficile presente blucerchiato
Stefano Lucchini, protagonista di stagioni indimenticabili a Genova, in un’intervista a Derby Derby Derby, ha voluto ripercorrere i momenti più alti della sua esperienza con la maglia della Sampdoria, senza tralasciare un’analisi lucida sul presente complicato del club.
Il difensore ricorda con profondo affetto il quadriennio trascorso in Liguria, definendolo come il punto più alto del suo percorso professionale. «Come con la Cremonese, sono molto legato alla Sampdoria perché i 4 anni in cui ho giocato a Genova sono i più importanti della mia carriera per quello che ho raggiunto a livello di prestazioni e risultati personali e di squadra».
Il ricordo principale va ovviamente alla storica qualificazione nell’Europa che conta: «Quell’anno siamo arrivati quarti contro ogni pronostico. A metà campionato avevamo raggiunto la salvezza con grande anticipo e con la libertà mentale di cui parlavo prima abbiamo fatto un cammino incredibile». Lucchini sottolinea come il segreto fosse un mix di talento e ordine tattico: «Avevamo dei calciatori importanti come Cassano e Pazzini e abbiamo trovato un’organizzazione di gioco importante».
Lucchini cuore blucerchiato: «I 4 anni a Genova i più importanti della mia carriera»

Ex Sampdoria: Stefano Lucchini: la lezione dell’anno scorso non è servita. Le parole
Per lui, sentire l’inno della Champions League ha rappresentato la realizzazione di un desiderio d’infanzia: «È stata una grande emozione a livello personale perché ogni volta che guardavo la Champions sognavo di sentire quella musichetta dal vivo. La cosa più bella è stata la consapevolezza di esserci meritati questo palcoscenico per il lavoro che avevamo fatto per essere lì».
Passando all’attualità, il giudizio di Lucchini è netto e colmo di dispiacere per la situazione che sta vivendo la società e la tifoseria. Alla domanda su come veda il momento attuale della squadra, risponde: «Male perché è una società che merita il palcoscenico della Serie A, soprattutto per i tifosi».
L’analisi dell’ex difensore si sofferma sulle recenti stagioni travagliate: «C’è grande rammarico per gli ultimi 2 anni perché l’anno scorso sulla carta è retrocessa e poi ripescata, mentre quest’anno ha fatto molta fatica in modo forse inaspettato. Spero che si possa programmare qualcosa di importante per far tornare la Samp protagonista in A».
L’augurio di Stefano Lucchini: «Spero di rivedere il derby in Serie A tra due anni»
Infine, un pensiero speciale è rivolto alla stracittadina, una partita che a Genova si vive in modo viscerale già settimane prima del fischio d’inizio. «Il derby poi, è una cosa pazzesca: inizia 15/20 giorni prima dove i tifosi cominciano a ricordarti della sfida più importante del campionato».
Lucchini descrive un’atmosfera elettrizzante, resa possibile dal calore di Marassi: «L’atmosfera dello stadio è incredibile e ti permette di sentire i tifosi che ti incitano da vicino». Il suo auspicio finale è un ritorno alla normalità per la Genova calcistica: «Mi auguro quindi che si possa rigiocare tra 2 anni perché vorrebbe dire che la Samp sarebbe riuscita a salire in A».



