Sampdoria, dalle carte del processo d’appello per la squalifica di Foti emerge che l’ex tecnico abbia ricevuto la chiamata di una Nazionale in vista dei Mondiali, offerta rifiutata per tornare a vestire il blucerchiato
Salvatore Foti nello staff tecnico di una Nazionale per i Mondiali 2026? Uno scenario che sarebbe stato possibile se non fosse che Lillo ha rifiutato perché voleva fortemente tornare alla Sampdoria.
Tutto questo emerge dalle carte dell’udienza presso la Corte d’Appello Federale. Presso cui l’ex allenatore blucerchiato, insieme ad Angelo Gregucci, Jesper Fredberg e Matteo Manfredi hanno presentato ricorso contro le squalifiche di 10 giornate verso i due tecnici e le inibizioni per i dirigenti. Il motivo delle sanzioni è quello ormai noto. Foti avrebbe esercitato il ruolo di primo allenatore pur non avendo il patentino adatto. Mentre Gregucci non si sarebbe opposto e la dirigenza avrebbe compiuto consapevolmente questa scelta in violazione delle regole della Federazione.
La Corte d’Appello Federale, il 21 aprile, ha respinto il reclamo e dunque confermato la decisione del primo grado di giudizio Figc. Sostanzialmente avallando le motivazioni alla base della sentenza del Tribunale Federale Nazionale. Tra queste in particolare i comportamenti in allenamento e in partita tenuti da Foti e soprattutto i compensi contrattuali suoi e di Gregucci, troppo sproporzionati secondo i giudici sia nella parte fissa sia in quella variabile.
Ma nella decisione della Corte d’Appello Federale, pubblicata poche ore fa a motivare il dispositivo con cui ha reso esecutiva la sentenza, emerge che Foti sarebbe stato contattato dall’Iran in vista dei Mondiali 2026.
Foti ha rifiutato la Nazionale iraniana per tornare alla Sampdoria: poteva essere il vice allenatore ai Mondiali

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Gli avvocati difensori Carolina Romei e Carlo Vitalini Sacconi, per cercare di sminuire la portata dell’elemento economico in favore della sentenza, hanno cercato di fare leva su varie situazioni. La curiosità è che tra queste c’è anche il fatto che Foti ha ricevuto nell’autunno 2025 una chiamata dalla Nazionale iraniana che cercava un vice allenatore.
La tesi, che si legge dalle carte, è che Lillo avrebbe rifiutato un ingaggio sostanzioso da parte dell’Iran pur di accasarsi alla Sampdoria. Ma questo, in sede di trattative, lo ha “costretto” a chiedere una certa cifra al club blucerchiato per poter accettare. Il che si sarebbe tradotto nell’aumento da contratto dello stipendio fino 750.000 euro lordi in caso di promozione in Serie A (per Gregucci il bonus sarebbe stato di 220.000 euro all’avversarsi delle stesse condizioni).
Insomma, i legali di Foti e della Sampdoria hanno fatto capire che era inevitabile che le cifre fossero superiori a quelle del primo allenatore. Banalmente perché Lillo aveva più richieste in quel momento. E per dare adito ancora di più a questa tesi la difesa ha chiesto di poter ascoltare come testimoni Mehdi Kharati, Executive Director della Nazionale di calcio dell’Iran, e l’agente sportivo Dimitri Savva. La Corte Federale d’Appello, però, ha negato questa possibilità. La motivazione è la seguente:
È ragionevole invece pensare che se la clausola del rinnovo contrattuale prevedeva quale parte fissa un compenso di gran lunga esorbitante rispetto a quello previsto per l’allenatore Gregucci a parità di presupposti (promozione della squadra alla serie A), ciò non poteva che attribuirsi al maggior peso riconosciuto dalla società al Foti e dunque costituisce una implicita riprova del fatto che questi era stato chiamato a svolgere le funzioni di allenatore “in prima” rispetto all’allenatore formalmente “titolare”
Per amor di Sampdoria, dunque, Foti ha rifiutato la chiamata per fare il vice allenatore dell’Iran, La cui partecipazione ai Mondiali negli Stati Uniti è peraltro ancora incerta. Gli eventi successivi all’ingaggio dell’ex tecnico blucerchiato hanno notoriamente fatto precipitare il Medio Oriente nella guerra tutt’ora in corso. E ancora non si sa se la Nazionale iraniana parteciperà al Campionato del Mondo. Un problema che però Foti non si pone, perché la sua scelta di cuore è stata la Sampdoria. Una scelta che pagherà con 10 giornate di squalifica, che la Corte Federale d’Appello non gli ha tolto.



