Lorenzo De Silvestri torna sul periodo alla Sampdoria e racconta delle difficoltà vissute a Genova, quando ha persino messo in discussione di continuare la carriera da calciatore
Nei suoi quattro anni a Genova Lorenzo De Silvestri ha lasciato un buon ricordo nei tifosi della Sampdoria. Il terzino destro, oggi uomo spogliatoio del Bologna, ha giocato in blucerchiato dal 2012 al 2016. Erano anni di grandi cambiamenti, in panchina ma anche in proprietà. La squadra era appena tornata in Serie A, sono arrivati tanti nuovi giocatori e anche il 24enne romano. Ma erano anche campionati che hanno portato alcune soddisfazioni. Come ad esempio la qualificazione in Europa League con Sinisa Mihajlovic in panchina.
Ma per De Silvestri (114 presenze e 9 reti con la maglia della Sampdoria) quello a Genova non è stato un quadriennio sempre facile. Ne ha parlato in un’intervista al Corriere della Sera, in cui ha spiegato di aver sofferto la distanza da casa sua, Roma:
Dopo qualche anno che ero lontano dalla città ho vissuto un periodo difficile, il più complicato della mia carriera (a Genova, ndr). Ero ancora giovane, sicuramente più fragile rispetto a oggi. Avevo lasciato la città e tutti gli affetti già da qualche anno e mi sentivo solo, isolato, distante da tutti i miei cari e dai miei luoghi del cuore. In quel momento mi è mancata la mia città, mi è mancato tutto
De Silvestri rivela: tornavo spesso a Roma
Ex Sampdoria, Lorenzo De Silvestri: a Genova un periodo difficile, ecco cosa mi ha aiutato. Le parole
LEGGI ANCHE Sampdoria, Roberto Mancini: Arabia Saudita? Se ci fosse stato Luca Vialli… Le parole
Dopo essere cresciuto con la maglia della Lazio, nel 2009 De Silvestri è andato alla Fiorentina per 3 stagioni, per poi trasferirsi a Genova nel 2012. Allontanandosi sempre di più da Roma, il terzino ha sofferto per un periodo la distanza e anche un po’ di solitudine. Fino a considerare l’idea di smettere di giocare. Motivo per cui, racconta, tornava frequentemente nella Capitale:
Tornavo spesso a Roma proprio per cercare energie, volti, luoghi, usanze e modi di dire e di fare che conoscessi. Per questo mi piace pensare che non solo la famiglia e gli amici, ma anche la mia città mi abbia aiutato a ripartire. Avevo bisogno delle persone che conoscessero Lollo, e non De Silvestri. Mi hanno aiutato a ricominciare a rincorrere il mio sogno di essere calciatore che era in discussione



