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Crisi Sampdoria, Matteo Monforte: senza cessione non c’è grinta…

di Mario Chiari
Sampdoria Stankovic Gennaio

La crisi della Sampdoria in campo secondo Matteo Monforte nasce in società, dalla mancata cessione. No proprietà, no grinta…

Il fatto è che, signori miei, possiamo stare qui a parlare quanto vogliamo e a fare della patetica retorica populista sui giocatori che devono lottare e metterci grinta e avere il sangue agli occhi e bla bla bla, ma l’unica realtà è che, finché non ci comprerà qualcuno, finché non avremo una proprietà sana con obiettivi importanti e soldi da spendere, i giocatori non avranno nulla per cui lottare e perciò non lotteranno.

Punto. È triste, ma è così e dobbiamo accettarlo. Queste imbarazzanti prestazioni e improbabili sconfitte sono dovute al fatto che i giocatori avvertono che tutto sta andando a scatafascio e quindi – magari pure inconsciamente – ci vanno anche loro, tanto non sono certamente le vittorie a poter salvare una squadra dal fallimento, questo si sa. Niente società, niente squadra con grinta. Equazione semplice e alla portata di tutti…

Difficile dare torto a Matteo Monforte? Difficile che Peccati di gol su il Secolo XIX passi senza farmi fare un sorriso. Poi una riflessione. E quella della mancata cessione della Sampdoria è una ferita a cuore aperto. Una di quelle che continua a sanguinare e che se non guarita rischia di non farci più rialzare.

Quindi, gente, fin quando non avverrà la tanto agognata cessione, mettiamoci il cuore in pace e abituiamoci a questi risultati, senza farci prendere dalla disperazione…

Crisi Sampdoria, cessione o no continuiamo a cantare…

Crisi Sampdoria, Matteo Monforte: senza cessione non c’è grinta…

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Ma Matteo Monforte si fa anche una domanda. Una di quelle che meriterebbe anche una risposta:

Ok, ma noi tifosi però cosa dobbiamo fare, allora? Beh, quello che penso io è che dobbiamo fare l’unica cosa che sappiamo fare bene, forse addirittura meglio di tutti: dobbiamo tifare. Adesso, come non mai. “Riempiremo la Sud con le bandiere e con noi”, cantava Vittorio.

Invaderemo gli stadi, urleremo a squarciagola, non la smetteremo mai di incitare i nostri colori. Perché tutti devono vedere che c’è un’altra faccia, in questa medaglia. Che c’è un altro spettacolo da vedere, oltre a quello triste in campo. Ed è quello della vera anima della squadra, il cuore pulsante, la luce che non si spegnerà mai.
E quella luce siamo noi: i tifosi. Ora e per sempre… entusiasmoooo!



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