Cessione Sampdoria, la spaccatura interna con Matteo Manfredi avvenuta venerdì sera sarebbe dovuta anche alla presenza di alcuni investitori presenti allo stadio…
C’è la chiama spaccatura. In realtà è un vero e proprio ammutinamento. Un atto di ribellione contro il presidente da parte anche di alcuni uomini scelti personalmente. Un atto di forza contro chi ha avuto l’umiltà di fare un passo indietro ma anche di alzare il telefono un anno fa e chiedere aiuto a Roberto Mancini. Richiamare anche suo figlio Andrea allontanato da Pietro Accardi. E poi riprendere anche Attilio Lombardo, riportarlo dentro il Mondo Samp. Qualcuno forse dimentica troppo facilmente che Joseph Tey vuol dire Nathan Walker e pure Jesper Fredberg. Lo dico perché non vorrei che chi oggi si è schierato da una parte poi si possa pentire poco dopo.
Io, premetto, non faccio il tifo per nessuno. Sia chiarissimo. Osservo, faccio telefonate, mi rispondono e mi faccio una mia idea, ben precisa. Soprattutto quando la spaccatura viene raccontata da dentro e direi nel dettaglio…
Un problema che in Casa Samp c’è da tempo. Da troppo tempo. Nessuno riesce a stare zitto. E poi c’è sempre qualcuno che ci crede.
Se a Tey va riconosciuto il merito di avere i soldi e di metterli pure (ahimè a vuoto fin qui), non dimentico nemmeno la strategia fallimentare di inizio stagione (e non mi riferisco alla scelta di Massimo Donati) con un mercato senza logica, senza soldi veri. Un mercato fatto di colpi a zero (e meno male che Mancini jr si è inventato qualche giocatore), algoritmi sbagliati e continui silenzi da chi comanda e da chi fa l’investitore a perdere. Un disastro calcolato nell’anno in cui Tey e Walker hanno chiesto e ottenuto da Manfredi di fare un passo indietro.
Ma perché poi prendersela con lui oggi che non conta nulla, o quasi? Forse perché prima di lasciare vuole trovare un accordo? Forse perché ha in mano qualche altro investitore che aspetta solo la matematica salvezza per accendere i riflettori e mostrarsi al pubblico?
Cessione Sampdoria, Joseph Tey o Matteo Manfredi? C’è già chi ha scelto…

Cessione Sampdoria, qualcuno venerdì sera ha portato degli investitori allo stadio e non è stato Matteo Manfredi…
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Forse c’è un’altra strategia che mi sfugge. Come a qualcuno è sfuggito perché la Sampdoria non sia finita nelle mani sicure di Garrone e Barnaba. Storie vecchie che a qualcuno non piace ascoltare. Figuriamoci oggi…
Osservando, non dimentico nemmeno che Matteo Manfredi dopo aver perso l’amico (e socio) Andrea Radrizzani ha chiesto aiuto a Pietro Accardi. Ed è inutile sottolinearlo, come tutti, e dico tutti, eravamo ben felici della scelta. Poi certo il campo ha dimostrato il contrario. Ma dopo è più facile…
Certo stiamo parlando di una figura che fa calcio senza esserne capace. Non ascolta consigli (Marotta lo ha riempito), si fa facilmente condizionare dagli altri combinando poi più di un pasticcio. La scelta di Luca Silvani condivisa con Alessandro Messina è un esempio che vale per tutti! Che figuriaccia in mondovisione!
E poi non prende mai posizione, non decide niente. Lascia che siano gli eventi a farlo per lui. E un anno fa c’è mancato poco che non finissimo in Serie C. Anzi sul campo ci siamo pure andati. Beh oggi caro presidente è il momento di dire qualcosa (vale anche per Tey). Fare qualcosa. Non per lei ma per la Sampdoria. Ovviamente se può farlo perché a quanto pare anche lei avrebbe le mani legate…
Ma torniamo sul prossimo, recente futuro, se fosse Tey ad avere la meglio? Le scelte di inizio anno sono state già abbastanza chiare. E chiari saranno anche i tagli se alla fine dovesse vincere l’uomo di Singapore. Ciao, ciao Lombardo con o senza salvezza. Ciao probabilmente anche a Mancini. E tanti saluti ancora a chissà chi… Perché credere che Tey non voglia comandare e liquidi i suoi uomini fidati mi sembrerebbe strano…
Chi si è schierato a favore di Joseph Tey sembra abbia portato venerdì sera con sé nuovi investitori. Investitori europei. Qualcuno dice inglesi, altri tedeschi. Poi ci sono gli svizzeri. Qualcosa c’è anche lontano dal mondo che ruota intorno al principale investitore dell’UC Sampdoria.
Tutti negano, nessuno ammette di essere stato beccato con le mani nella marmellata perché a quanto pare all’arrivo del presidente a Genova è iniziato un fuggi fuggi. Se così fosse ecco spiegato il tentativo di tenere nascoste certe figure a Manfredi abituato a svolgere personalmente il lavoro di ricerca di capitali da portare dentro l’azienda Sampdoria.
Cosa succederà da qui a fine campionato? Lo sa solo Dio. Di certo così non si può andare avanti. Così è impossibile fare calcio. Oggi e domani. Perché per fare calcio bisogna programmare. E in Casa Samp, fatta eccezione di Andrea Mancini, nessuno sa cosa significhi, purtroppo…



