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Cessione Sampdoria, è l’ora dei filtri. Non quelli di Edoardo Garrone…

di Marco Bisacchi
Cessione Sampdoria Filtri Garrone

La cessione della Sampdoria rimane fondamentale ma serve non commettere l’errore di iEdoardo Garrone. I filtri devono funzionare…

È il momento dei filtri. È il momento di capire chi è davvero interessato alla Sampdoria e – un po’ come dicevano i padri un tempo di fronte ai corteggiatori delle figlie – “che intenzioni ha”. Già, i filtri. Una storia vecchia.

Quei famosi filtri che – come disse Edoardo Garrone – aveva superato Massimo Ferrero nel 2014 prima di diventare a sorpresa il proprietario della Sampdoria. La storia ci racconta come è finita o comunque sta finendo la corsa.

Al di là dei guai giudiziari che Ferrero aveva già 8 anni fa e che nel frattempo sono pure aumentati, al di là di quello che poteva essere anche negli anni precedenti (continuo a pensare che l’errore principale del Viperetta sia stato quello di non cedere il club al gruppo Vialli nel 2019 per 80 milioni, quell’operazione lo avrebbe fatto uscire tutto sommato bene dalla Samp e forse lo avrebbe anche salvato dai guai di oggi) ora bisogna capire quali sono le forze realmente in campo per acquistare la Sampdoria. Perché la piazza legittimamente sogna di uscire da questo periodo di crisi societaria e di risollevare la testa se possibile con una proprietà solida e ambiziosa.

Ora tocca a Vidal e Lazard

Ai filtri ci stanno pensando il trustee Gianluca Vidal e la Banca Lazard, advisor per la cessione della società.

La sensazione è che l’avvento della banca americana a fianco del commercialista di Mestre abbia dato una accelerata vera, ora bisogna confidare che tutti i filtri vengano rispettati per davvero. E non solo a parole. Lo stato dell’arte ci dice che in questo momento ci sono almeno due gruppi in corsa, che hanno portato avanti la due diligence nelle ultime settimane e che sono a conoscenza dei conti e dei costi del club.

Un gruppo americano sarebbe in vantaggio (fonti vicini al club smentiscono sia Pallotta sia Blitzer, non è però da escludere che almeno uno dei due sia coinvolto almeno indirettamente) e potrebbe presto presentare un’offerta.

Attenzione però anche alla concorrenza di un altro gruppo – con ogni probabilità riferibile al mondo arabo – che potrebbe recuperare terreno. Poi alla finestra ci sono altri due gruppi (i nomi sono tutti coperti dal famoso patto di riservatezza) che si sono presentati in questi giorni proprio alla Banca Lazard. Gli scenari sono tanti e al momento c’è più fumo che arrosto.

Però finalmente è suonata la sveglia: qualcosa si muove dopo il torpore assoluto degli ultimi sei mesi. Perché la Sampdoria sostanzialmente è commissariata da dicembre, da quando – era il 6 dicembre – venne arrestato Ferrero a Milano.

Cessione Sampdoria, Franco Di Silvio supererà i filtri?

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Se prima insomma la cessione della Sampdoria (mi riferisco al 2019) poteva essere un’opportunità oggi è diventata una necessità. Ed è chiaro che questa gestione – pur tra i meriti del Cda guidato da Lanna che sta tenendo la barca a galla – non possa andare avanti troppo a lungo. La prima svolta come detto sarà la presentazione della prima vera offerta per acquistare la Sampdoria.

Quanto servirà per comprare la società di Corte Lambruschini? Se davvero i debiti ammontano a 120 milioni (ma le cifre dopo il mercato estivo potrebbero cambiare sia per le cessioni sia per eventuali tagli di giocatori con alto ingaggio) chi entrerà potrebbe inizialmente coprire le perdite con un investimento da 70/80 milioni e acquistare il club per una cifra intorno ai 30/40 milioni.

Faccio fatica a pensare a cifre più alte ma naturalmente posso sbagliarmi. Sinora di offerte non ne sono ancora arrivate, forse da qui alle prossime settimane avremo le idee più chiare anche su questo fronte. Per ora la Sampdoria è un po’ come una bella villa a Portofino: piace a tutti, qualcuno passa a vederla e mostra interesse, poi però manca sempre quello che fa l’offerta e va dal notaio a firmare l’atto di compravendita.

Bonetti è una garanzia, ma Franco Di Silvio…

E Franco Di Silvio, l’imprenditore cinematografico (ancora cinema…) sponsorizzato da Ivano Bonetti? Lui di sicuro è interessato alla Sampdoria e questo possiamo dirlo con certezza. Io personalmente non sono prevenuto nei suoi confronti e anzi l’idea che ci possa essere un coinvolgimento di un ex scudettato come Bonetti non mi dispiace, a pelle. Però poi bisogna dire le cose come stanno: fonti vicino al club riferiscono che Di Silvio ad oggi non abbia ancora presentato i documenti per accedere alla due diligence.

E nel recente passato lo stesso Di Silvio non è riuscito ad acquisire né Salernitana né Foggia nei suoi precedenti tentativi di ingresso nel mondo del calcio. Però se davvero il nome di Di Silvio fosse legato a un ramo della famiglia quatariota Al Thani, gli scenari potrebbero essere un po’ più solidi di quello che sembrano.

Al momento però giusto andare coi piedi di piombo: su Di Silvio e persino sui gruppi e fondi stranieri alla finestra. E’ il momento dei filtri, ribadisco. Paolo Mantovani purtroppo non può tornare in vita, il mondo del calcio non è certo popolato di santi: tutto vero ma bisogna anche sforzarsi di essere ottimisti e guardare il bicchiere mezzo pieno. Finalmente qualcosa si muove, forse la svolta è davvero vicina.



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