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Calcio, il grande mistero della Cina: tanto fumo e niente arrosto. L’analisi

di Redazione

Calcio, il grande mistero della Cina: tanto fumo e niente arrosto. L’analisi in un articolo riportato da ItaliaOggi

Un’interessante articolo di James Hansen, riportato dal quotidiano ItaliaOggi racconta come la Cina non abbia mai combinato nulla dal punto di vista calcistico. Nonostante sia una sport molto seguito e praticato in tutto l’immenso paese asiatico. E nonostante le società cinesi abbiano investito anche all’estero (Inter in primis) per cercare di dominare a livello globale.

Calcio, il grande mistero della Cina: tanto fumo e niente arrosto

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Calcio, il grande mistero della Cina: tanto fumo e niente arrosto. L’analisi in un articolo riportato da ItaliaOggi

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Prendendo il caso dei Mondiali, la Cina ha partecipato per la prima volta alle qualificazioni nel 1958, venendo subito eliminata dall’Indonesia; si è poi finalmente qualificata (l’unica volta) alla fase finale del Mondiale 2002, uscendo però al primo turno dopo essere stata sconfitta dal Costa Rica.

Nella classifica mondiale della Fifa, la Cina vanta quale miglior piazzamento il 37º posto del dicembre 1998, mentre il peggiore è rappresentato dalla 109esima posizione fatta registrare nel marzo 2013. Al momento occupa il 75º posto del ranking internazionale.

Neanche gli Usa vantano una grande tradizione nel gioco del calcio, ma è una disciplina che comincia solo ora a radicarsi nel Paese e i risultati perlopiù scarsi ottenuti nelle competizioni internazionali non sorprendono nessuno, tanto meno gli americani.In Cina, invece, dove la rappresentativa calcistica nazionale è attiva dal 1913, è uno sport molto sentito, e anche il più misero villaggio ha il suo campetto e la sua squadretta.

L’incapacità calcistica a livello internazionale è estremamente imbarazzante per il Paese e il governo è stato addirittura costretto a “importare” commissari tecnici stranieri dai paesi più avvezzi alla vittoria come, dall’Italia, Marcello Lippi e, brevemente, Fabio Cannavaro, sperando invano che qualcosa della magia italiana col pallone restasse “attaccata”. Invece, niente. Il perché di tutto ciò è un mistero. Gli atleti cinesi sono di indubbio valore in molti campi, tranne in quello che forse più importa alla massa della popolazione. Dopo la recente “incoronazione” di Xi Jinping come dominus assoluto e presidente, a questo punto, presumibilmente, “a vita”, della Repubblica popolare cinese, a Xi manca un solo passo per entrare a pieno titolo nella storia più che millenaria del suo Paese: un decente risultato calcistico



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