L’ex blucerchiato Moreno Mannini svela al podcast Doppio Passo la visione del presidente della Sampdoria Paolo Mantovani, capace di creare un gruppo vincente cresciuto come una famiglia.
La storia della grande Sampdoria capaci di conquistare lo scudetto e di scalare i vertici del calcio europeo affonda le sue radici nella straordinaria visione di un dirigente illuminato e fuori dal comune. Nel corso del suo appassionato intervento al podcast Doppio Passo, l’ex difensore blucerchiato Moreno Mannini ha voluto tributare un accorato omaggio alla figura del presidente Paolo Mantovani, svelandone la lungimiranza strategica e la capacità di costruire da zero un collettivo destinato a rimanere impresso nella memoria collettiva dello sport italiano.
Sampdoria, Paolo Mantovani artefice di un collettivo perfetto parola di Moreno Mannini…
Sampdoria Moreno Mannini ricorda Paolo Mantovani: figura lungimirante comprò i migliori per farci vincere. Le parole
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L’approccio del patron genovese non si basava sulla ricerca ossessiva del colpo ad effetto sul mercato o sull’ingaggio di campioni già affermati, ma su una pianificazione meticolosa centrata sui migliori talenti emergenti della serie cadetta. Un progetto a lungo termine in cui la crescita tecnica andava di pari passo con la maturazione umana dei singoli. A testimonianza dell’impronta indelebile e del legame quasi paterno instaurato da Mantovani con la squadra, Mannini ha affidato al microfono del podcast un ricordo lucido e profondo:
Al di là del fatto, e ne vorrei parlare, del lavoro eccezionale che fa dietro le quinte Mantovani. Cambia che Mantovani era lungimirante, nel senso che aveva comprato i migliori giocatori della Serie B, lui non voleva comprare i migliori già della Serie A in posti importanti, quindi lui si era affidato ai migliori giocatori giovani che potessero avere un programma a lungo termine, perché lui ha detto, io prima lui sapeva di non stare bene, però io voglio arrivare a vincere, ho le potenzialità economiche, voglio fare un programma per poter arrivare a vincere, senza dover comprare per forza di cose, subito i migliori che mi facciano vincere, perché non avrei questa soddisfazione di crescere. Di fatto lui ci ha cresciuto un po’ come i suoi figli, perché aveva, con noi era veramente un papà
Un’imprenditoria sportiva d’altri tempi che ha saputo coniugare ambizione, rispetto dei ruoli e affetto genuino,trasformando un gruppo di ragazzi promettenti in una famiglia coesa ed eccezionale.



