Maratona New York: tra la Grande mela e i cinque distretti spiccano le prove di Ambrosini e Oddo, ex protagonisti della Serie A capaci di mettersi in gioco e brillare anche sulla distanza dei 42 km.
La Maratona di New York non rappresenta soltanto la vetrina regina del podismo mondiale, ma anche il palcoscenico ideale dove i campioni del passato scelgono di testare i propri limiti. Tra le oltre sessantamila persone che hanno animato i cinque distretti della Grande Mela, l’attenzione del pubblico italiano si è concentrata sugli ex volti noti del nostro campionato.
A guidare la truppa dei vecchi cuori della Serie A ci hanno pensato Massimo Ambrosini e Massimo Oddo,campioni abituati ai ritmi di San Siro e oggi capaci di reinventarsi corridori sulle distanze lunghe. L’ex capitano del Milan ha confermato un’eccellente preparazione atletica, fermando il cronometro sul tempo di 3h26’24” a una media sostenuta di 4’53” al chilometro.
Poco più staccato ha terminato la prova il compagno di tante battaglie in rossonero Massimo Oddo, arrivato al traguardo con un riscontro di 3h57’30”. Tra le vecchie conoscenze del calcio italiano non è passata inosservata nemmeno la prestazione di Anthony Mounier, ex attaccante di Bologna e Atalanta.
Massimo Ambrosini e Massimo Oddo protagonisti sulle strade di New York
Maratona di New York, Massimo Ambrosini e Massimo Oddo, tanti gli sportivi nella Grande Mela
LEGGI ANCHE Sampdoria, Luca D’Angelo: Mezzotero? Lombardo non si sbagliava. Lauritsen deve capire che…
Il francese ha completato i 42,195 chilometri con un ottimo 3h29’47”, confermando come la tenuta fisica dei calciatori sappia adattarsi bene allo sforzo della maratona. La spedizione dei reduci dal rettangolo verde segue una tradizione ormai consolidata lungo le strade americane, già battute in passato da stelle internazionali come Raúl González Blanco. Per gli ex campioni italiani la sfida di New York trascende il semplice dato agonistico, diventando una prova di resistenza e forza mentale di altissimo profilo.
Vedere atleti vincenti sul prato verde sudare e stringere i denti fino al traguardo regala una narrazione sportiva autentica e dal forte impatto emotivo. La Grande Mela si conferma così il punto di ritrovo perfetto per chi non vuole smettere di gareggiare anche dopo aver appeso gli scarpini al chiodo. Una domenica di grande atletica che ha visto gli ex protagonisti del nostro calcio lasciare una firma solida sul fango e sull’asfalto più celebre del mondo.



